Ieri è stato presentato il Rapporto BES 2024 dell’Istat, una delle analisi più complete sullo stato del benessere nel nostro Paese.Non un documento tecnico, ma una lente che va oltre il PIL e guarda a ciò che rende la vita — e il lavoro — davvero sostenibili: equità, qualità delle relazioni, capacità dei territori, maturità delle istituzioni e delle imprese.Tra gli indicatori che quest’anno meritano particolare attenzione c’è la crescita della presenza femminile nei Consigli di Amministrazione delle società quotate.Non è soltanto una questione di parità:è il segnale di un’evoluzione più ampia che riguarda l’intero sistema di governance.
Un progresso che cambia il volto dei board
Nel 2024 le donne rappresentano il 43,2% dei componenti dei CdA delle società quotate.Una percentuale che supera la soglia minima indicata dalla Strategia Europea per la parità (40%) e colloca l’Italia sopra la media dell’Unione Europea, attualmente al 34,7%.
Fonte: Istat, BES 2024 – Tabella “Politica e istituzioni”, p. 111
La vera forza di questo dato emerge guardando alla traiettoria: nel 2011 la presenza femminile nei CdA era appena del 7,4%.Dodici anni dopo, siamo a +35,8 punti percentuali.È una trasformazione culturale e organizzativa che pochi avrebbero immaginato possibile in così poco tempo.
Fonte: Istat, BES 2024 – Sezione “Politica e istituzioni”, p. 69
Questi numeri non raccontano solo il successo di una politica lungimirante, ma la capacità dell’impresa italiana di evolvere, di accogliere complessità, di ripensare la propria leadership.
Ma l’evoluzione non è completa
Se quasi metà dei CdA è oggi composta da donne, i ruoli apicali restano ancora sbilanciati:
- 2,2% degli Amministratori Delegati sono donne
- 3,5% dei Presidenti di CdA sono donne
Fonte: Istat, BES 2024 – p. 69
Questo divario non riguarda solo la parità: riguarda la qualità del potere, la profondità delle decisioni, la capacità delle organizzazioni di generare futuro. È un invito a comprendere che l’evoluzione non si completa soltanto aprendo l’accesso, ma distribuendo la responsabilità.
Il cambiamento che vedo ogni giorno nelle imprese
Nel mio lavoro con le imprese e con i loro Consigli di Amministrazione, vedico con chiarezza come i sistemi evolvono quando si aprono a prospettive diverse. Non è semplicemente una questione di genere: è una questione di qualità del pensiero, di ampiezza dello sguardo, di maturità organizzativa. Quando intorno a un tavolo arrivano esperienze differenti, sensibilità complementari, competenze non sovrapponibili, cambia la profondità delle analisi e cambia la responsabilità delle decisioni.E quella trasformazione — prima sottile, poi evidente — diventa cultura. Le aziende che accompagno nei percorsi ESG, nelle transizioni sostenibili, nei processi di governance evoluta e nelle certificazioni mostrano un tratto comune:quando un’organizzazione decide di evolvere, lo fa includendo complessità, non riducendola. Lo fa aprendo spazi, non chiudendoli. Lo fa mettendo in circolo talento, non centralizzandolo. La crescita della presenza femminile nei CdA è quindi un indicatore di un cambiamento più ampio: il passaggio da un modello decisionale lineare e verticale a uno più maturo, plurale, orientato al futuro. In questa prospettiva, ciò che conta davvero non è solo “chi siede dove”, ma come vogliamo governare i nostri sistemi. Quale visione portiamo nei luoghi strategici. Quale responsabilità collettiva siamo pronti ad assumerci.
L’Italia come laboratorio di evoluzione
Il BES 2024 ci mostra che l’Italia non è un Paese immobile: è un Paese capace di trasformazioni profonde. La crescita nelle rappresentanze nei CdA è un segnale potente di questa maturazione. E ci ricorda una verità essenziale: quando costruiamo contesti favorevoli, il talento — di chiunque — trova la sua forma migliore. La sfida ora non riguarda solo l’equilibrio delle presenze, ma la qualità delle decisioni. Non riguarda soltanto il riequilibrio dei numeri, ma l’evoluzione della cultura che guida le nostre imprese. La parità è una direzione. La governance evoluta è il cammino. E questo è il momento per percorrerlo insieme.
Fonte: https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/Bes-2024-Ebook.pdf
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