Ottant’anni dopo: il voto delle donne come responsabilità verso il futuro
Date che continuano a interrogarci, a chiederci che cosa abbiamo costruito, cosa abbiamo imparato e quale idea di futuro vogliamo ancora difendere.
Il prossimo 2 giugno 2026, in occasione della Festa della Repubblica, parteciperò a San Lazzaro di Savena a un incontro dedicato agli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia.
Un anniversario che non rappresenta soltanto una conquista civile.
Rappresenta una trasformazione culturale profonda, che ha cambiato il modo di intendere cittadinanza, partecipazione e democrazia.
Il diritto di esserci
Il voto delle donne non è stato soltanto un diritto conquistato.
È stato il riconoscimento della possibilità di esserci, di partecipare, di contribuire alla costruzione del Paese.
Ed è importante ricordarlo oggi, in un tempo in cui la partecipazione rischia spesso di diventare superficiale o frammentata.
Per questo considero preziosi gli spazi che mettono insieme persone, associazioni, comunità e territori attorno a domande che riguardano il presente, ma anche la memoria collettiva.
Memoria, diritti e comunità
L’incontro del 2 giugno nasce proprio da questa volontà:
trasformare una ricorrenza istituzionale in un’occasione viva di confronto, relazione e partecipazione.
Nel corso del pomeriggio si alterneranno dialoghi, testimonianze, momenti artistici e culturali costruiti insieme a realtà associative e organizzazioni del territorio.
Come Presidente della Fondazione Hub del Territorio ER ETS partecipo a questo confronto portando una riflessione sul valore delle reti e delle comunità nella costruzione di cittadinanza attiva, inclusione e partecipazione.
Perché i diritti non vivono soltanto nelle norme.
Vivono nelle relazioni, nelle possibilità concrete, nella capacità di costruire contesti nei quali le persone possano sentirsi parte di una comunità.
Partecipazione e nuove generazioni
Il titolo dell’incontro dedicato al libro “L’8 marzo spiegato a mio figlio” richiama un tema importante: il rapporto tra memoria e nuove generazioni.
Raccontare ciò che è stato non significa celebrare il passato in modo nostalgico.
Significa creare consapevolezza.
Le conquiste democratiche non sono mai definitive.
Hanno bisogno di essere comprese, custodite e continuamente rinnovate.
Ed è per questo che parlare oggi di uguaglianza, rappresentanza e partecipazione significa anche interrogarsi sul futuro della nostra società e sul tipo di cultura che vogliamo trasmettere.
Una festa che parla di futuro
Mi colpisce molto che questa iniziativa abbia scelto di tenere insieme linguaggi diversi: dialogo, arte, moda etica, teatro, comunità.
Perché la partecipazione non nasce solo nei luoghi istituzionali.
Nasce anche negli spazi nei quali le persone si incontrano, si ascoltano e si riconoscono.
Celebrare gli ottant’anni dal primo voto delle donne significa allora ricordare una conquista fondamentale, ma anche assumersi una responsabilità verso il futuro.
Continuare a costruire comunità più aperte, più inclusive, più consapevoli.
Perché la democrazia, in fondo, vive davvero solo quando le persone scelgono di partecipare.
📍 2 giugno 2026 – San Lazzaro di Savena
🕠 Dalle ore 17.00 alle 22.00
📌 Via Zucchi 41
Clicca qui per leggere il programma completo dell’evento
Maggiori informazioni su www.campusdeicampioni.it
L’ingresso è gratuito.
