Il Film Rwanda: una fotografia della nostra società? 

Noi siamo qui, a Venezia, e i 91 minuti del film sono pieni di verità e di quel dolore che fa bene perché ci illumina, ci evolve e ci può accompagnare nelle scelte di tutti i giorni per noi e per gli altri.

Il film documentario Rwanda approda alle Giornate degli Autori a Venezia. Un momento importante per i valori affermati in questa pellicola, valori che fin dal principio Sara Cirone Group ha condiviso e che ha sposato nel sostenere attivamente la realizzazione di questo film.

Sabato 1 settembre alle ore 21, e a seguire il 2 e 3 settembre presso l’Auditorium Santa Elisabetta al Lido, nell’ambito del Festival del Cinema di Venezia 2018, si svolge la Premiere di Rwanda, lungometraggio che porta le firme del registra Riccardo Salvetti e quelle di Marco Cortesi e Mara Moschini già interpreti della medesima versione teatrale del documentario. 

Così, in questo momento assai dibattuto nella vita del nostro Paese e non solo, il tema umanitario della guerra civile, del genocidio, della dittatura nel segno della morte sembra essere un tragico leit-motiv che attraversa le nostre vite, che già troppo spesso si interrogano sulla legittimità di un concetto di benessere obsoleto e decrepito, forse entrato in uno stato endemico di crisi. 

Le nostre identità si perdono in un concetto di sistema ove le nostre azioni aderiscono precostitutivamente a un binario codificato e fissato, normato da una prevedibilità che pare il dato più certo delle nostre vite. Non diversi dai soldati di un esercito ove i ruoli siano battezzati e decisi e non sia esperibile il concetto di libertà, ossia di opzione e scelta che dovrebbe ispirare a fare a capo all’agire umano. 

Rwanda narra la storia di un uomo che avrebbe potuto conformarsi ai codici dell’agire dettati dalla società di cui era parte e che invece ha scelto di comportarsi diversamente: ha scelto la vita e non la morte. Questa scelta non è un commovente orpello narrativo, bensì attesta e testimonia la storia di un uomo vero, reale e autentico, che è definitivamente l’esempio di come sia possibile rompere la catena degli atti precostituiti entro un sistema e dare avvio a una storia diversa. 

Quest’anno, lo vogliamo ricordare, corre il centesimo anniversario dalla fine della Prima Guerra Mondiale per il nostro Paese: una guerra in cui i soldati hanno agito come appartenenti a fazioni opposte e in conflitto, mettendo a repentaglio il concetto di vita stessa. 

E sempre quest’anno sarà ricordato il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Quando all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, le Nazioni Unite promossero la redazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la prima che sanciva i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni individuo.

Proprio in questa particolare occasione, Rwanda non solo getta la luce sulla guerra in un Paese africano, ma sul concetto di guerra in generale e soprattutto sul concetto di scelta e di responsabilità.

Sono questi ultimi i valori che Sara Cirone Group Società Benefit intende sostenere: perché senza scelta e responsabilità non ci può essere civiltà. Al massimo, può esserci una società di persone che non scelgono, che agiscono senza riflettere, a comando, eterodiretti, pronti solertemente a conformarsi al volere di qualcuno (un sovrano o semplicemente un diktat del sistema) che li faccia essere meramente pedine di un gioco che con le loro volontà è quanto mai estraneo.

Sara Cirone Group Società Benefit

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