LA SOSTENIBILITÀ CHE LASCIA IL SEGNO

Ci sono traguardi che rappresentano un punto di arrivo.

E ce ne sono altri che acquistano valore soprattutto per il percorso che è stato necessario costruire per raggiungerli.

La certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi, ottenuta dal 55° Congresso Nazionale AIDP, appartiene per me a questa seconda categoria.

Non soltanto un riconoscimento, ma il risultato di un lavoro che ha cercato di tradurre la sostenibilità in scelte concrete, responsabilità e attenzione agli impatti generati.

Dalle intenzioni alle scelte

Quando parliamo di sostenibilità, il rischio è spesso quello di fermarci alle dichiarazioni.

Ma è nelle decisioni, anche quelle apparentemente più piccole, che un principio diventa pratica.

Organizzare un evento secondo un sistema di gestione sostenibile significa interrogarsi sul modo in cui vengono utilizzate le risorse, sui materiali scelti, sulla riduzione degli sprechi e sulle relazioni che si costruiscono con il territorio.

Durante il Congresso AIDP questo approccio si è tradotto in azioni molto concrete: dalla scelta di materiali e soluzioni più sostenibili alla riduzione della stampa, fino alla collaborazione con realtà del territorio e al recupero delle eccedenze alimentari.

Scelte diverse, accomunate dalla volontà di considerare l’impatto dell’evento nel suo insieme.

Un percorso costruito insieme

Questo risultato nasce da un lavoro condiviso.

Come coordinatrice dell’Area Responsabilità Sociale e Sostenibilità di AIDP, ho avuto l’opportunità di accompagnare questo percorso insieme a Matilde Marandola e Luca Guzzabocca di Right Hub, con il supporto dell’ente certificatore TÜV NORD Italia.

Un lavoro che conferma qualcosa in cui credo profondamente: la sostenibilità non può essere affidata a una singola funzione o a poche persone.

Ha bisogno di competenze diverse, collaborazione e soprattutto della capacità di coinvolgere chi prende parte a un progetto.

Il valore delle relazioni con il territorio

Anche un congresso può diventare occasione per generare valore oltre i propri confini.

Il coffee break del sabato mattina, ad esempio, è stato realizzato insieme a tre realtà del territorio — Bauli, NaturaSì e Rigoni — mentre le eccedenze alimentari del Congresso sono state donate a organizzazioni non profit attraverso Food for Good.

Sono esperienze che mostrano come la sostenibilità possa diventare anche un modo diverso di costruire relazioni: con le imprese, con le comunità e con i territori che ospitano un evento.

Un traguardo che guarda avanti

La certificazione ottenuta dal Congresso AIDP è certamente un risultato importante.

Ma ciò che considero ancora più importante è quello che rimane dopo.

Rimangono un metodo, una maggiore consapevolezza e l’esperienza di aver trasformato principi e obiettivi in decisioni concrete.

Perché un traguardo lascia davvero il segno quando non conclude un percorso, ma ci offre strumenti migliori per continuarlo.

E forse è proprio questa una delle sfide più interessanti della sostenibilità: fare in modo che ciò che sperimentiamo oggi diventi il modo naturale con cui progettiamo ciò che verrà domani.

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