NULLA PUO’ OSTACOLARCI. TRANNE LA NOSTRA VOLONTA’


La Legge di Bilancio 2020 e lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?

La sfida della Sostenibilità è la sfida del nostro tempo. È un’opportunità e serve per salvare il nostro futuro”. Queste parole del ministro Roberto Gualtieri riassumono molto bene il contenuto del Rapporto Asvis sulla Legge di Bilancio 2020 presentato oggi a Roma; uno studio indipendente che valuta l’impatto dei provvedimenti della Legge di Bilancio sulle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile, per comprendere come le misure varate dal governo incidano sul benessere collettivo. L’intento è quello di verificare se l’Italia ha iniziato a orientare le proprie scelte in favore della sostenibilità, per condurre il nostro Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Il cambiamento come ponte intergenerazionale
Pierluigi Stefanini, presidente ASviS, aprendo i lavori ha sottolineato l’importanza dello sviluppo sostenibile per fronteggiare le varie emergenze e per porre in essere un cambiamento che sia ponte intergenerazionale. La lettura della Legge di Bilancio alla luce dell’agenda 2030, infatti, può favorire l’adozione delle riforme di cui il nostro Paese ha bisogno ed è stato stimato che il lavoro fatto fa intravedere il cambiamento di paradigma nella prospettiva di Sviluppo. È però necessaria un’accelerazione sugli investimenti per uscire dalla recessione e il rafforzamento della collaborazione tra società civile, istituzioni, imprese, università per fare in modo che le energie assommate tra loro portino al cambiamento auspicato.

La legge di Bilancio e i 17 obiettivi ONU
“Questa relazione è un documento che non ha eguali a livello internazionale” ha affermato il portavoce di ASviS, Enrico Giovannini, sottolineando come essa sia molto utile sia per prendere le giuste decisioni a livello legislativo, sia per monitorare la consapevolezza delle persone rispetto ai temi della Sostenibilità.
Dalle analisi effettuate rispetto alla Legge di Bilancio 2020, il quadro che emerge è che rispetto ai 17 goal ci sono miglioramenti e in altri forti peggioramenti dovuti soprattutto alla mancanza dell’azione politica. Rispetto al 2010 l’Italia migliora in 10 obiettivi, peggiora in 7.
Tra il 2017 e il 2018 c’è stato un significativo miglioramento su 6 obiettivi: povertà, alimentazione e agricoltura sostenibile, sistema energetico, innovazione, modello sostenibile di produzione e consumo, qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni solide. C’è un leggero avanzamento per 5: salute, disuguaglianze, condizioni delle città, lotta al cambiamento climatico, condizioni degli ecosistemi marini. C’è un lieve peggioramento per educazione e condizione economica e occupazionale. C’è un significativo peggioramento per 4: uguaglianza di genere, acqua e strutture igienico-sanitarie; condizioni degli ecosistemi terrestri; cooperazione internazionale.

Legge di bilancio per il 2020 ha segni molto positivi. Ci sono però mancanze significative su istruzione, cooperazione allo sviluppo, tutela della biodiversità, su cui occorre agire il prima possibile e indirizzare in modo corretto i sussidi che l’Europa fornisce al nostro Paese per lo sviluppo sostenibile. “Soprattutto la questione educativa è di fondamentale importanza perché abbiamo bisogno di alzare la cultura media del nostro paese ed occorre intervenire con politiche adeguate sulle diseguaglianze di genere poiché il rapporto tra educazione maschile e femminile sta peggiorando. Così come il tema del reddito e dell’occupazione registrano segnali positivi senza però avere registrato quella scossa necessaria per la ripresa. I rischi della macroeconomia internazionale e nazionale potranno colpire nei mesi futuri la ns economia e c’è da registrare quasi il 18% di scoraggiati/disoccupati. Dal punto di vista delle diseguaglianze si registrano elementi interessanti come l’assegno famigliare unico che dovrebbe rilanciare e mettere ordine nel sistema dei sussidi”. Dal punto di vista ambientale manca un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, non siamo sulla traiettoria della decarbonizzazione ed occorre al più presto una legge contro il consumo di suolo. Progressi interessanti si registrano per quanto riguarda la riduzione del tasso di criminalità e il tempo della giustizia.

I passi da compiere
Secondo il professor Giovannini nel nostro Paese occorre inserire in Costituzione il principio di Sviluppo Sostenibile, un atto indirizzo del presidente Conte a tutti i ministri per mettere l’Agenda 2030 al centro della propria azione, l’inserimento valutazione di impatto che precorra l’adozione delle leggiallargare la platea delle imprese tenute alla rendicontazione non finanziarial’adozione di una Legge annuale sullo Sviluppo Sostenibile e un’Informativa a tutti i cittadini su questi temi.

Le voci dei giovani
Protagonisti dell’evento di Roma sono stati anche alcuni giovani che hanno fatto dell’applicazione dei temi dell’Agenda 2030 la propria missione quotidiana. Così Alessio Fabbri di AIESEC, non profit che si occupa di formare i giovani ad una leadership responsabile. “Non possiamo immaginare un mondo in cui il progresso si fa a scapito degli altri. Per noi è una priorità l’azione concreta in direzione di tutti i target che può fare il cambiamento”. In particolare si è detto preoccupato per la percentuale di neet, giovani che non studiano e non lavorano ed ha invocato l’aiuto delle istituzioni per intraprendere iniziative che vadano a inserirsi su questo tema.
Gli ha fatto eco Maria Ida Palmieri di Rome Hub Global Shapers, che ha sottolineato l’esigenza che il Governo investa di più per stare al passo con la rivoluzione tecnologica che trasformerà il mondo del lavoro, creando nuove figure professionali. Dunque riversare maggiori risorse su istruzione (maggiore digitalizzazione e formazione dei docenti) e formazione continua e permanente nel mondo del lavoro.

La situazione secondo la politica italiana…
Consapevole di questi limiti si è detto il ministro Roberto Gualtieri: “abbiamo fatto qualcosa e siamo consapevoli che si può fare molto di più” evidenziando comunque la piena sintonia con quanto portato avanti da Asvis nel metodo e nel merito e la coincidenza tra quanto emerso dall’analisi di ASviS e il rapporto BES del governo: entrambi, infatti registrano un impatto positivo delle misure che si stanno attuando in manovra come il sostegno al welfare e alla famiglia, il taglio delle tasse sul lavoro, gli incentivi per gli asili nido, il criterio della Sostenibilità e la valorizzazione dell’economia circolare. Ci sono criticità su cui il governo intende lavorare e canalizzare l’attenzione e le risorse con misure concrete (Green Bond, siderurgia verde, auto ecologiche…) e non generiche che diano attuazione al Green New Deal. Così come l’obiettivo è quello di fare molto di più su istruzione e formazione per fronteggiare le sfide del futuro. La sfida della Sostenibilità è la sfida del nostro tempo. È un’opportunità e serve per salvare il nostro futuro. L’Italia può essere leader del Green New Deal europeo. Occorre una grande alleanza politica, sociale, economica, democratica che assuma questo paradigma per porre tutto questo al centro dell’attenzione del sistema.

E secondo quella europea…
Il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, ha sottolineato l’importanza dell’impegno di Asvis nel cammino europeo verso la lotta al cambiamento climatico: “l’Europa è il più importante mercato del mondo. Quello che succede da noi ha un riflesso nel comportamento degli altri. Occorre lastricare la strada che abbiamo deciso di intraprendere. Come lastricarla? È possibile solo con gli Stati membri. Per questo l’impegno di Asvis è molto importante. All’inizio della legislatura abbiamo deciso di affrontare la lotta al cambiamento climatico cercando di concentrare i nostri sforzi, modificare le nostre regole, per fare in modo che tutto contribuisca al risultato del 2050. Non basta però indicare le nostre priorità. La Bibbia dice “la verità vi farà liberi” ma l’uomo sceglie le tenebre; noi dobbiamo con realismo pavimentare questo percorso. Il quadro finanziario pluriennale dell’UE, ci dirà dove l’Europa metterà e toglierà i soldi. Quali programmi sono fondamentali e quali no. Si tratta di far capire agli Stati membri che stiamo lavorando per aumentare la loro capacità. È una battaglia politica.  L’obiettivo del Green New Deal è questo: cambiare il modello di sviluppo aumentando il lavoro. Dobbiamo cercare di fare in modo che nessuno dei 27 Paesi dell’UE resti indietro e che nessuna azienda resti indietro e che nessun lavoratore sia lasciato a casa.  Noi richiamo di essere troppo illuministici, dobbiamo essere realisti. Per questo è importante l’alleanza. Il tema è come oggi i Paesi partecipano alla formazione del bilancio pluriennale. In questo momento i Paesi sono egoisti, non capiscono che investire nell’Unione è vantaggioso per tutti. Occorre superare la sfera nazionale e mettere l’Europa in condizione di assumere la leadership non solo economica ma anche morale di questo cambiamento”.

La sostenibilità come faro per l’azione politica quotidiana
Di questa grande opportunità è consapevole l’on. Chiara Braga, dell’intergruppo parlamentare per lo sviluppo sostenibile che riunisce rappresentanti di varie forze politiche alla Camera e opera la valutazione dell’impatto delle disposizioni legislative adottate, così da correggere eventuali scelte e aumentare il grado di consapevolezza dei cittadini. L’on. Braga ha sottolineato come l’Agenda 2030 sia faro per l’attività del loro gruppo all’interno del parlamento, nel valutare tutte le leggi che vengono portate alla Camera e come sia importante che le misure che mirano alla Sostenibilità non scarichino i loro costi sulle fasce più deboli.

Nulla può ostacolarci. Tranne la nostra volontà
Come ha concluso il professor Giovannini “In Italia abbiamo investito 5 anni sul tema dello sviluppo sostenibile e questa Legge di Bilancio è una svolta rispetto alla situazione precedente, si nota un cambio di passo. Occorre però accelerare il cambiamento che prima di tutto deve essere culturale”. Poiché, come ha ricordato lo stesso Giovannini citando Alex Zanardi: “limiti sono solo nella nostra testa. Se hai un sogno e vuoi realizzarlo, non ci sarà nulla in grado di ostacolarti. Tranne la tua volontà”.

SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETÀ BENEFIT

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