Agenda 2030: EMILIA ROMAGNA LOCOMOTIVA D'ITALIA E D'EUROPA

Romagna solatia, dolce paese / cui regnarono Guidi e Malatesta; / cui tenne pure il Passator cortese, / re della strada, re della foresta.
Così parla Giovanni Pascoli della sua (e nostra) regione in una celebre poesia che dipinge sotto gli occhi del lettore una terra prospera, florida e brulicante di vita cui il poeta, lontano, anela tornare.
Ed è questo lo stesso ritratto che emerge dal rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che vede l’Emilia Romagna ai primi posti rispetto al raggiungimento dei target stabiliti dall’Agenda ONU 2030.

Sconfiggere la povertà e godere di buona salute
Prendendo infatti in esame alcuni dei 17 goals stabiliti dalla suddetta agenda, sui quali la situazione italiana sembra essere particolarmente sofferente, non altrettanto può dirsi della posizione dell’Emilia Romagna che esibisce performance che si assestano anche al di sopra della media europea.
Per esempio in riferimento al goal 1 (sconfiggere la povertà) guardando i dati si vede come in Emilia Romagna la percentuale della popolazione a rischio povertà ed esclusione sociale sia attorno al 17,2% contro una percentuale italiana del 28,9% (media europea 22,5%). Prendendo in considerazione l’SDGs 3 (Buona salute) la speranza di vita alla nascita in Emilia Romagna batte dello 0,3 quella italiana e di quasi tre anni quella europea, toccando gli 83,7.

Un’istruzione di qualità
Mettendo sotto la lente un aspetto particolarmente discusso nell’ultimo periodo, visti i risultati delle prove Invalsi che hanno evidenziato l’enorme divario Nord-Sud nel nostro paese, determinando un aspro e desolante dibattito attorno alla questione educativa e formativa in Italia, dai dati raccolti da ASviS in riferimento al goal 4 ( Istruzione di qualità) emerge come anche in questo caso la situazione emiliano-romagnola sia particolarmente rosea rispetto al resto dell’Italia e alla media europea. Tra i giovani nella fascia d’età che va dai 18 ai 24 anni l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è pari al 9,9 % nella nostra regione, contro il 10,6% dell’Europa e addirittura il 14% dell’Italia. Così come i giovani tra i 15 e i 24 anni che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione in Emilia Romagna sono il 12,3% contro una media nazionale del 20,1%.

Crescita economica
Per quanto riguarda invece il tema della crescita economica e della buona occupazione (goal 8) anche in questo caso la nostra regione sfiora livelli di eccellenza rispetto al resto del paese: con un tasso di occupazione pari al 73,3%, uno di disoccupazione al 6,6% (che per quello di lunga durata si riduce al 3%), si può certamente affermare che il modello di governance emiliano-romagnolo possa dirsi vincente anche dal punto di vista economico-sociale. E questo si riflette anche nella riduzione delle disuguaglianze: con un PIL pro-capite di 35.300 € l’Emilia Romagna conquista il primo posto del podio rispetto sia alla media europea (29.200€) sia rispetto a quella italiana (28.200€).

La genesi di questi ottimi risultati
Tutto questo testimonia come la nostra regione sia dotata di un tessuto economico-sociale che funziona, in cui è la comunità a fare la differenza. L’operosità degli emiliano-romagnoli, il loro spirito di adattamento, la loro capacità di accoglienza, il loro sapersi rimboccare le maniche di fronte alle difficoltà e il sapere godere a pieno del gusto della vita in tutte le sue sfumature: tutti questi fattori, insieme ad un buon governo del territorio e a imprenditori geniali e capaci che hanno messo in condivisione le loro esperienze e la loro voglia di intraprendere fanno sì che oggi, anche grazie a una concreta applicazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 che si traduce in un più elevato benessere dei cittadini, questa terra sia locomotiva d’Italia e d’Europa. D’altra parte siamo o no la terra dei motori: Lamborghini, Maserati, Ferrari, Ducati; della wellness valley, del cibo buono dato da un’agricoltura sempre più ecosostenibile, della metalmeccanica, del turismo e dell’ospitalità “con l’anima e con il sorriso”?! Davvero un “dolce paese”.

SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETA’ BENEFIT

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