COMUNITA’ INCLUSIVE

Il momento storico che stiamo attraversando segnerà in modo indelebile il futuro della nostra generazione e di quelle a venire. Questo fenomeno, messo in evidenza dalla pandemia globale, ci restituisce la misura di quanto, oramai, sia necessario adottare una visione integrale del nostro modo di vivere nell’ecosistema terrestre. Di fronte abbiamo una sfida non solo ambientale, ma anche sociale, non solo globale ma anche territoriale. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU rappresentano una linea guida per tutti e nell’insieme dei 17 Goals, quello della parità di genere occupa un posto di primaio ordine. Raggiungere la parità di genere non significa solamente ottenere una parità di trattamento tra uomini e donne nel sistema economico-sociale globale, bensì garantire che tutte le persone, indipendentemente dal sesso, religione, etnia ed altre caratteristiche possano avere uguali possibilità e trattamento. Si tratta, quindi, di una visione più ampia, legata al concetto di “comunità” che tanto interessa la mia attività professionale e associativa.

Europa e sostenibilità
La comunità fondata sui principi della sussidiarietà e dell’inclusione, secondo il mio pensiero, rappresenta il punto di svolta per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU e della condizione di benessere collettivo cui tutti i popoli aspirano in modo pacifico da sempre. Il sistema normativo europeo sta aiutando l’economia del vecchio continente a progredire in tal senso. La Comunità Europea, infatti, ha introdotto da diversi anni delle disposizioni normative che vanno nella direzione di inglobare sistemi di misurazione delle performance delle organizzazioni che mettano in evidenza il reale grado di applicazione dei principi di sostenibilità e del rispetto dei diritti umani e di parità di genere. La Direttiva UE 2014/95, poi assimilata in Italia con il D.lgs 254/2016, ha introdotto l’obbligo di rendicontazione sui temi della sostenibilità per circa 11.000 aziende europee di interesse pubblico e lo scorso 21 aprile è stata pubblicata la bozza di nuova Direttiva europea sulla rendicontazione non finanziaria di sostenibilità che amplia non solo il bacino di imprese che saranno soggette, nei prossimi anni, agli obblighi di rendicontazione, ma anche il novero dei temi che dovranno essere affrontati in tali documenti.

Hub del Territorio
Si tratta di una vera e propria rivoluzione in atto, che vede il sistema economico europeo sempre più incentivato a rafforzare gli investimenti in ambito sostenibile. In questo senso, nei prossimi anni i territori europei saranno investiti da un’ondata culturale rilevanti ai fini degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, fondamentale per allineare intenti e azioni delle comunità. Si tratta di una vera e propria opportunità per generare nuove iniziative di territorio fondate sui principi di condivisione, partecipazione e misurazione degli impatti. Un’iniziativa che può essere ricondotta a questo principio, nata sulla base di questi intendimenti è rappresentato dalla Fondazione di partecipazione Hub del Territorio ER Emilia-Romagna, un ente del terzo settore nato come progetto di beneficio comune di Sara Cirone Group Srl Società Benefit, che raccoglie imprese, associazioni, centri studi e privati uniti dallo stesso obiettivi di contribuire in modo integrato allo sviluppo del territorio e delle sue comunità. Uno dei principali intendimenti dell’Hub è proprio quello di creare un dialogo attivo tra tutti gli attori del territorio, favorendo lo sviluppo integrale delle diverse forze economico-sociali delle comunità. Alla base di questo intendimento c’è la volontà di impattare positivamente sulla cultura di territorio e di favorire una piena condivisione di tutti i patrimoni del territorio.

Obiettivo 5 Agenda Onu
Raggiungere la parità di genere significa anche questo, significa rendere consapevoli le persone che vivono i territori di tutti i capitali che li compongono e adottare una visione strategica comunitaria a cui tutti possono concorrere. Per questo come Hub del Territorio ER abbiamo attivato un gruppo di lavoro sul Goal 5 coordinato da una ragazza della sezione Giovani dell’Hub. Con questo gruppo di lavoro stiamo contattando gli operatori del territorio e creando con loro sinergie e occasioni d’incontro. Forse sembrerà non sufficiente a cambiare quegli orientamenti che hanno reso così fragile il lavoro delle donne durante la pandemia, ma la novità di questo approccio sta nell’essere rete, rete di comunità in grado di procedere unita verso lo sviluppo integrale dei territori italiani. Questo potrà garantirci una maggiore possibilità di riuscita e sosterrà la cultura, i capitali territoriali, lo sviluppo e la qualità della vita dell’uomo in una dinamica di armonia ed inclusione di tutti gli esseri umani e di tutte le specie viventi.

Clicca per visitare il sito di SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETÀ BENEFIT

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