Consapevolezze e nuove vision di territorio

Consapevolezze e nuove vision di territorio   di Sara Cirone.

Mercoledì 6 dicembre 2017 si è svolta la cerimonia per il Premio Innovatori Responsabili “Le imprese dell’Emilia-Romagna per gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030” presso Florim Gallery a Fiorano Modenese.

LA RSI e le sue pratiche sono state il tema centrale dell’evento. Emerge inequivocabilmente, richiamata da più voci, la necessità di una nuova prospettiva economica che veda l’impresa come soggetto in grado di compiere pratiche di responsabilità sociale e orientata a un tipo di sensibilità umanistica in relazione forte con il proprio territorio e le sue persone.
Proprio per questo, ci sembra costruttivo riportare i nodi centrali di alcuni significativi interventi tenuti da personalità legate al mondo della Regione, delle imprese e di ASviS. Nella prospettiva di condividere, una volta in più, un discorso di valore affine e portato avanti da più soggetti secondo un intendimento comune.

Ricordiamo che hanno introdotto all’incontro: Fabrizio Binacchi, Direttore regionale sede RAI per l’Emilia-Romagna, Claudio Lucchese, Presidente Florim Ceramiche, Palma Costi, Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma, Roberta Mori, Presidente commissione regionale, Parità e Diritti delle Persone.

Sono intervenuti: Pierluigi Stefanini, Presidente Unipol Gruppo, Presidente ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, Andrea Pontremoli, AD Dallara Automobili, Presidente Associazione Muner-Motervehicle University of Emilia-Romagna.


Palma Costi, Assessore alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma, ha parlato del nostro territorio: la Regione Emilia-Romagna. Una regione che ha accettato la sfida di raggiungere i goals dell’Agenda ONU 2030. Una sfida per la quale il nostro territorio si sente all’altezza: perché sa di poter contare su una cultura e un sistema imprenditoriale di grandi capacità e visione. Infatti, è stata proprio la capacità visionaria della maggior parte delle imprese che hanno voluto accettare questa sfida che ha permesso loro di intravedere un futuro orientato alla possibilità di una buona vita: una vita dove il benessere delle persone, dell’ambiente, della comunità e del territorio siano al centro di un nuovo pensiero e modello di umanesimo. Un modello che oggi è quanto mai innovativo.

Oggi viviamo nell’era della scienza e della filosofia che spingono ogni persona migliorare e acquisire competenze: proprio la valorizzazione delle competenze pone la persona al centro del lavoro. Un lavoro che non è più astratto, ma concreto. Un lavoro che vive ogni giorno nei luoghi di lavoro: proprio per questo occorre uscire dai palazzi del potere per entrare in queste realtà quotidiane. Occorre anche fare emergere ciò che esiste nella nostra realtà: perché esistono molte più esperienze di quelle che già si intravedono.

Il Premio per una responsabilità sostenibile ha avuto dei vincitori: gli Innovatori Responsabili. L’obiettivo di domani è quello di creare una rete intera di Innovatori Responsabili. Per abbracciare una visione di responsabilità sostenibile che non solo renda le imprese visionarie, ma anche fortemente competitive. Per un futuro ad alto valore aggiunto.

Roberta Mori, Presidente Commissione regionale parità, ha ricordato come l’Emilia-Romagna sia l’unica Regione ad avere una commissione per la parità. Una commissione che esprime una precisa visione politica e istituzionale: una scelta radicale e strutturale. Per raggiungere l’obiettivo di un benessere diffuso occorre eliminare le disuguaglianze. Ecco perché il tema della donna è innovativo. La capacità delle imprese di aderire a questa sensibilità è stata premiata per il suo merito del rispetto delle diversità.


Pierluigi Stefanini, Presidente Unipol Gruppo, Presidente ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, ha precisato come, quando nel 2015 l’ONU ha definito l’Agenda Globale, è stato chiaro come ormai fosse condivisa la consapevolezza che il modello di sviluppo seguito fino ad allora che continua a tutt’oggi non fosse più possibile da mantenere. Questa consapevolezza si è diffusa e occorre che tutte le componenti della società ne siano pienamente coinvolte. Oggi dobbiamo e possiamo essere portatori di questa coscienza di poter cambiare con la partecipazione di tutti. In primo luogo, raggiungendo i Goals dell’Agenda ONU 2030 e adottandone politiche conseguenti: l’Europa in prima istanza può utilizzare il welfare come strumento competitivo globale. Occorre che la cultura diventi un comportamento: per questo l’ASviS sta crescendo e si propone di contribuire allo sviluppo della cultura della sostenibilità. Per il nostro Paese, questo significa opportunità strategica e il conseguimento degli SDGs.

Andrea Pontremoli, AD Dallara Automobili, Presidente Associazione Muner-Motervehicle University of Emilia-Romagna, ha puntualizzato che la definizione di RSI che teniamo in riferimento è quella del nostro territorio, e non quella di importazione americana. Una delle consapevolezze che abbiamo oggi è quella della centralità della persona: nel mondo imprenditoriale, non servono solo tecnologie innovative, ma anche persone innovative. Così, nelle pratiche di RSI non sono le risorse economiche a segnare la differenza, ma le risorse umane. E non solo: oggi in un mondo globale, un’azienda è competitiva quando è in relazione col suo contesto. Il contesto in cui opera, le persone, il tempo: sono tutti elementi competitivi che servono all’impresa del futuro.

In conclusione
Qualcosa sta cambiando. La percezione dell’impresa del suo contesto, delle persone, delle relazioni con ambiente e comunità sta cambiando. Lo vediamo da molte situazioni, lo sentiamo da molte voci. Questo cambiamento è radicale e porta con sé una nuova consapevolezza diffusa e condivisa. Un nuovo management umanistico sta emergendo nei pensieri e nelle pratiche di molti soggetti del mondo economico e istituzionale. Noi partecipiamo e diamo voce a questa nuova vision. Primi passi verso questo cambiamento che è sintomo e simbolo di una nuova tappa nel cammino della civiltà.

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