Facciamo la pace. Una scelta consapevole

Oggi, 21 settembre, vogliamo celebrare la giornata internazionale della pace con questo messaggio di riflessione profonda per noi e per tutti. 

 

Forma e sostanza

Parlare di pace è semplice e se ne parla sempre e comunque. Se ne parla sui social, ne parlano i media. La pace è continuamente chiamata in causa. Una forma astratta, una forma che spesso viene riempita di contenuto: ma quale contenuto? Una forma piena molte volte di aggressività. Un’aggressività diffusa che abita nelle parole: ma la forma è anche sostanza. E la sostanza non è di pace.

La pace non può rischiare di diventare solo una teoria astratta che nella realtà non possa trovare una sua forma concreta. La pace è un discorso molto delicato perché facile è la teoria, ma difficile ne è la pratica.

Una storia di pace?

La filosofia si è occupata di etica, di cosmopolitismo, di conoscenza, di cosa voglia dire esistere e essere uomini. Gesù è stato un modello di pace. Più avanti, il positivismo ha previsto che a un progresso materiale dell’umanità seguisse un progresso etico e umano. Oggi sappiamo che non è stato così.

Nel secolo scorso, Einstein ci ha ammonito nel suo testamento spirituale che l’umanità era entrata in possesso di mezzi talmente scientificamente avanzati e potenti che avrebbe potuto scegliere se adoperarli per la sua sopravvivenza o per la sua distruzione.

La pace è allora una scelta che implica un agire responsabile. Ma cosa dobbiamo fare per agire per la pace e – soprattutto – a chi spetta agire?

La pace è consapevolezza

La pace è uno stato d’animo capace di creare la cittadinanza e l’umanità. La pace è una scelta che possiamo realizzare a partire da noi. Possiamo creare la pace intorno a noi e possiamo farlo rinunciando a una parte del nostro io. Perché noi siamo parte di quel tutto, come spiega il pensiero olistico di Bateson.

La pace e l’ecosistema 

La convivenza armonica delle specie ci può permettere di mantenere in equilibrio l’ecosistema globale.

In particolare, l’uomo realizza il rispetto etico e morale di tutto il mondo vivente. Le regole che consentono questa armonia si originano nella comunità locale procedendo poi verso la dimensione più ampia e globale.

Solo se riconosciamo valore a tutto ciò che esiste intorno a noi possiamo inaugurare una prospettiva possibile di convivenza armonica.

La pace e l’Agenda ONU 2030

L’Agenda ONU 2030 rileva nel Goal 16 l’importanza programmatica della pace promuovendo società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile, offrendo l’accesso alla giustizia per tutti e creando organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli.

La pace è consapevolezza di tutto questo: una consapevolezza che comincia da ognuno di noi e in ognuno di noi. La pace prende la forma e la sostanza dell’intenzione profonda che nasce nel nostro trovarci nel mondo e dal nostro attaccamento al mondo. Allora, proprio per questo, il primo lavoro per costruire la pace è quello verso noi stessi, verso la nostra identità, verso la comprensione profonda di cosa sia l’umanità. Il lavoro che compiremo ogni giorno verso un mondo più inclusivo, un mondo che sia organizzato, possibile, che abbia senso: ma che sia inclusivo nel cuore e verso le nostre relazioni. Un mondo inclusivo nello stare insieme nella civiltà.

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