Il diritto al lavoro

Articolo 23 della DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Questo sancisce la centralità a livello internazionale e universale dei diritti legati al mondo del lavoro. In particolare il primo comma sancisce il diritto per l’individuo di scegliere liberamente l’impiego e di svolgerlo in condizioni soddisfacenti.
Nel secondo comma si stabilisce la parità di retribuzione a parità di lavoro, questione ancora oggi molto aperta e dibattuta, soprattutto per quanto riguarda la discriminazione di genere. Così come argomento discusso è quello relativo alla remunerazione equa e soddisfacente che assicuri all’individuo e alla propria famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata ad altri mezzi di protezione sociale. All’ultimo comma si trova la tutela dei diritti sindacali.
Viene in mente l’articolo 1 della Costituzione Italiana “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” e il goal 8 dell’Agenda 2030: “Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena e produttiva occupazione e un lavoro decoroso per tutti”. Inevitabile dunque che si apra la riflessione su quanto effettiva sia la piena applicazione di questo importante diritto che è Il lavoro, parte integrante del benessere della persona, che contribuisce alla sua dignità come mezzo di piena espressione.
Solo in questo modo si potrà favorire il cammino della civiltà.

SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETA’ BENEFIT

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