Intervista a Emanuele Plata

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Lei è presidente di una Fondazione che si occupa principalmente di portare il verbo della sostenibilità all’interno delle imprese per creare valore e vantaggio competitivo. Ci fa un sorta di bilancio di questi anni di attività dicendoci come PLEF ha operato all’interno delle aziende per trasformare questa visione sostenibile in codice operativo e come le imprese hanno risposto a questa innovazione culturale?
L’azione di PLEF negli anni si è rivolta prima a denunciare un problema delle imprese: l’allontanamento dai mercati e il condizionamento della finanza. In seguito PLEF si concentrata a costruire una una vera e propria “coscienza culturale” grazie ai rapporti col mondo accademico e la ricerca. La Fondazione svolgeva in principio, presso le imprese aderenti, un’opera di sensibilizzazione partendo in primis a sensibilizzare le persone d’impresa che si avvicinavano alla Onlus, le quali davano vita a iniziative aziendali autonome ma aderenti alla logica perseguita da PLEF. Ricordo ad esempio il mio caso personale, come A.D. di Crai, con lo sviluppo dell’Ecopoint Crai. Citerei inoltre anche il caso di Nestle Waters con l’allora A.D. Settembri e il rilancio delle fonti Italiane San Pellegrino e San Bernardo. Dal 2010 con l’ingresso di PLEF nel Consiglio Nazionale della GREEN ECONOMY l’azione della Fondazione è stata più capillare affiancandosi alle imprese stesse nella costruzione di una sensibilità sostenibile non solo a livello concettuale, ma anche strategico. PLEF nel tempo ha dato vita a iniziative e messo a disposizione delle persone d’impresa una serie di strumenti per poter perseguire maggior valore e maggior benessere interno con evidenti ricadute positive sul territorio e sulla comunità contestualmente coinvolti nell’esercizio di un’azienda.

In base alla sua esperienza di manager di importanti marchi italiani che peso avranno secondo lei nel futuro i valori intangibili anche a livello di piccola e media impresa?

Il peso degli intangibili per le aziende è determinante senza se e senza ma: non esiste una discriminante di settore e dimensione. Gli intangibili sono la base del posizionamento strategico per qualunque azienda e il posizionamento strategico sostenibile è condizione sine qua non per costruire “valore aggiunto”. La priorità per l’impresa è quindi capire il senso del posizionarsi strategicamente in modo sostenibile, individuando i propri intangibili, correlarli al modello di business, infine misurarne una correlazione coi risultati di valore. La cosa stupefacente che ha ravvisato PLEF, è che le PMI sono più dotate di questi intangibili perché vicine al mercato, al territorio e alle persone. La dimensione ha un limite per consentire la simbiosi tra intangibile e costruzione di valore durevole, quindi i modelli organizzativi devono tenerla presente quando si sviluppano dimensionalmente. L’Italia in questo senso, rispetto agli altri paesi del mondo, possiede vantaggi competitivi nel sistema imprenditoriale sostenibile.

I termini “fondazione” e “business” rappresentano secondo lei un ossimoro oppure anche nel mondo del no profit è possibile creare sostenibilità economica?

Una ONLUS lavora per scopi non di profitto ma di costruzione di valore materiale e immateriale. Una Onlus per definizione vive con sostenibilità economica. In tutti i casi gli input economici hanno senso se lo scopo di costruzione di valore sarà raggiunto e riconosciuto. In questo senso tra imprese sociali e imprese, secondo PLEF, non c’è differenza e anche la recente emersione della prospettiva delle Benefit Corporation va in questa direzione. Questo tema resta attualissimo in Italia per quanto attiene alla rivisitazione delle norme del terzo settore e per le proposte di legge emerse nella Benefit Corporation.

Emanuele Plata, dopo il conseguimento della laurea in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha iniziato nel 1969 la carriera nell’area Marketing e direzione vendite di Unilever. È stato Direttore vendite Exportex (1984-1988), Direttore Commerciale Mondadori divisione libri e Direttore Generale Mondadori Spagna (1988-1989), Direttore Commerciale Heineken Italia Spa (1989-1995), Amministratore Delegato Carapelli Firenze Spa (1995-2001), dal Giugno del 2001 Consigliere delegato CRAI soc. coop. A. R. L. e dal 2007 al settembre 2010 Presidente di CRAI Beijing Co Co Ltd. Co-fondatore di Planet Life Economy Foundation, ne diviene Presidente nel 2012.

Fondazione Plef – Planet Life Economy Foundation

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