La Scuola del Territorio. Le prime due giornate insieme

img_3220Le emozioni nascono quando si avvera una concomitanza tra quello che abbiamo dentro di noi come una visione e quando questa assume concretezza e diventa qualcosa che tutti possano fruire.

Ecco perché oggi possiamo dire di provare questo. E non siamo i soli: ma è un cerchio che racchiude più persone, tutte quelle che hanno voluto seguirci alla Scuola del Territorio.

7 e 8 novembre. Due giorni designati da tempo, i giorni in cui un evento dapprima solo immaginato, poi fortemente voluto, infine convogliato in un progetto concreto, oggi, finalmente, si realizza. E così, nelle giornate del 7 e dell’8 novembre 2016, si sono svolte le prime due giornate della Scuola del Territorio. Ha preso corpo il percorso di formazione esperienziale che nasce dall’idea della Fondazione Plef e che si rivolge alle persone d’impresa nell’area della Romagna Occidentale e Ravennate.

Territorio vuol dire riferimento, di simboli, cultura, conoscenza, saper fare. Il territorio per noi è il punto da cui partire. E in cui trovare ciò che cerchiamo per dare risposta alle nostre esigenze di persone. Ed è anche il punto in cui stare.

Perché la scelta della Romagna Occidentale? Perché ogni territorio offre le sue risorse, i suoi preziosi interventi e le sue peculiari collaborazioni. È stata Ravenna che ci ha supportato con le sue Istituzioni locali, tra cui la sua Camera di Commercio. Ma se allarghiamo le maglie del territorio e arriviamo a includere la Regione Emilia-Romagna, questa ha riconosciuto il valore del nostro Progetto della Scuola del Territorio per l’evoluzione della cultura industriale orientata verso l’innovazione sociale del territorio e a sostegno della Responsabilità Sociale d’impresa. 

Sono stati Paolo Ricotti e Sara Cirone, rispettivamente Fondatore e Vice Presidente di Plef, a presentare compiutamente il progetto e il lavoro che la Delegazione Emilia Romagna sta svolgendo da tempo in questa realtà territoriale.

Poi, l’inaugurazione della prima sessione di brainstorming. Per individuare le caratteristiche, le peculiarità e unicità principali del territorio, l’oggetto di visita e analisi da parte dei corsisti della Scuola. 

Le parole chiave sono quelle attorno a cui possiamo edificare mondi. E tutti oggi abbiamo in mente una parola chiave, che è quella di integrazione delle imprese col territorio. Ormai, è una consapevolezza diffusa. Il geologo Stefano Marabini ci svela le omogeneità geologiche e culturali del nostro territorio. Le stesse a influenzare e determinare ancora oggi le specificità produttive delle imprese.  

Il territorio offre molto a chi ha interesse a scoprirlo. Offre conoscenza, cultura, storia e anche storie. Se prima viene la teoria, poi la pratica, allora è il momento di visitare insieme il nostro territorio.

Oggi è martedì 8 novembre, il secondo giorno della Scuola del territorio. Un giorno dedicato a scoprire sul campo le eccellenze industriali e le bellezze culturali locali. 

Una storia: quella di una realtà produttiva, Curti Costruzioni meccaniche, che appartiene a Castel Bolognese e impegna 220 risorse in diverse categorie produttive. Quella di un’azienda che produce macchine confezionatrici su concessione di Tetra Pak e è eccellenza nella produzione di cablaggi di precisione. Quella di una poliedricità produttiva che riassume in sé una storia che dura da oltre 50 anni e che trova il punto di connessione nella meccanica di precisione e di alta qualità. 

E veniamo alle storie: a quella dell’ing. Alessandro Curti, Amministratore Delegato dell’impresa di famiglia ereditata dal padre, cui spetta il compito di rievocare la produzione. E molto altro. 

Se il futuro è prospettiva che apre al domani, il territorio ci consente anche di ritrovare le identità che hanno fatto di questi luoghi ciò che essi sono veramente. Così nel territorio si abbracciano passato e presente, intrecciandosi con il futuro, che è naturalmente ciò che può emergere da questa inestimabile unione dotata di unicità.

Così, dall’efficienza tecnologica proiettata nel futuro di Curti S.p.A., la Scuola del Territorio passa a visitare una bellezza culturale situata a poche centinaia di metri di distanza. Siamo a Casalecchio di Castel Bolognese: il Molino denominato Scodellino risale al 1300.  

Ci sediamo ad ascoltare una nuova storia. A raccontarcela è il Prof. Ettore Badiali. Lo Scodellino è ad oggi uno dei pochissimi mulini di proprietà pubblica, oggetto di completo restauro e ripristinato nelle sue funzioni produttive da un gruppo di volontari e dal fondamentale contributo di alcuni ingegneri del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale (primo consorzio di bonifica in Italia attivo dal 1909). 

Questo avviene quando il presente e il passato si tendono un ponte l’uno verso l’altro

Tempo per la convivialità e per raccogliere tutte le sensazioni che derivano da tante storie così ben raccontate. Ma il pranzo si fa pretesto anche per venire a conoscenza di un’altra eccellenza del territorio: la Casa Spadoni di Faenza, contesto ristorativo di eccellenza locale. 

Il territorio ci conquista sempre di più.

Vogliamo raccontarvi un’altra storia. Una storia che parla di Faenza. Non è solo una delle città più rappresentative della Provincia di Ravenna. All’estero la parola indica un materiale artistico e industriale conosciuto ed apprezzato: la Faience è la ceramica (o meglio la maiolica). 

Scopriamo l’identità e il racconto di un’impresa nata nel 2007 e già di riferimento come eccellenza nel settore dei rivestimenti ceramici. Parliamo di Gigacer.

Ci perdiamo anche qui nei dettagli di racconti che da uno passano all’altro e sembrano trovare un nuovo senso proprio in questo sfociare l’uno nell’altro con continuità e armonia.

Giovanni Savorani e Gabriele Tronconi, ex dirigenti di importanti aziende del settore ceramico, con questo marchio hanno avviato la produzione di piastrelle nello stabilimento di Faenza. 

Giovanni Savorani, Presidente di Gigacer, ci svela come l’azienda non sia nata per caso: l’esperienza e il know how dei suoi artefici sono state la chiave di volta per creare un’identità

Un’altra realtà che trae identità e ispirazione dal proprio territorio.

Tra un racconto e una storia, una scoperta e un senso di ritrovamento, il nostro percorso si è snodato e ha trovato dimensioni perdute del tempo, del territorio, dell’identità.

La Tenuta Nasano, in località Riolo Terme, ci aspetta a conclusione della seconda giornata. Le portate sono un omaggio ai prodotti tipici locali di aziende agricole autoctone, unite insieme nell’Associazione denominata “Il Lavoro dei Contadini”. 

Ci accoglie un clima coinvolgente e gioviale capace di farci pregustare le tappe successive. 

E la Scuola continua…

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