La Scuola del Territorio riscopre sapori e giochi: per tornare ai sogni di quando eravamo bambini

fullsizerenderEmozioni insieme
Le esperienze ci plasmano, ci danno una forma, ci attribuiscono qualcosa. Quando le esperienze si traducono in emozioni diventano per la vita e sono quelle che racconteremo e condivideremo volentieri. Quelle che parlano anche di chi siamo veramente e di chi vogliamo essere. E quando essere diventa stare con gli altri, con la comunità, con la collettività di persone che hanno in comune l’amore per il territorio, per i suoi frutti, per le sue pratiche e per la sua identità, soprattutto, possiamo dire di avere contribuito a fare realmente qualcosa.
Venerdì 25 novembre è stata la giornata che ha chiuso il circuito di visite e racconti, di esperienze e storie di vita della Scuola del Territorio 2016. Una giornata costellata di momenti emozionanti.

Le meraviglie della produzione
Dalla terra, viene la bontà. Dal sole e dal lavoro. La bontà ci arriva sulle tavole dopo essere passata all’interno di un processo produttivo. Senza cambiarne l’essenza, solo modificando la forma. Questa è la storia della frutta del nostro territorio.
La prima esperienza si è rivelata una scoperta meravigliosa: abbiamo visitato Conserve Italia con il Direttore Francesco Bassi. Una realtà produttiva di grande eccellenza che ha una storia tutta sua da raccontare: Conserve Italia è il più grande Consorzio in Europa dove viene lavorata la frutta. Proprio così: dallo stabilimento di Barbiano di Cotignola, ogni giorno escono centinaia di migliaia di prodotti destinati principalmente alla grande distribuzione. Conserve Italia è conosciuta al pubblico sul mercato con i marchi Yoga, Valfrutta, Derby e l’ultima acquisita Cirio, ma non manca di essere presente su licenza per la grande distribuzione sia italiana che estera.
Come si fa a garantire ai consumatori uno standard qualitativo elevato e ai clienti distributori una grande affidabilità? I risultati dipendono come sempre dai modi e i modi qui non possono essere che i processi di produzione impiegati in tutta la linea: nella filiera che parte dalle materie prime e arriva fino al confezionamento. Le operazioni sono controllate scrupolosamente una ad una: sia scientificamente, nelle analisi delle fasi di lavorazione delle conserve alimentari, che tecnologicamente, nella gestione logistica dei prodotti finiti. Eccoci a visitare quello che possiamo chiamare un vero e proprio prodigio produttivo: in questo stabilimento di straordinaria estensione siamo circondati da macchine che in ogni secondo sono in grado di produrre centinaia di vasetti, bottiglie, brik, lattine, e non solo. Tutti rigorosamente catalogati in un deposito attraverso un sistema altamente sofisticato di gestione logistica. Questo consente al prodotto confezionato e imballato, accumulato in torri di 13 metri, una disponibilità di oltre 100.000 referenze pronte per essere spedite a seconda delle richieste. Se questa non è realmente una meraviglia…

I sapori ci raccontano una storia
Siamo alla seconda tappa della giornata: l’Ecomuseo delle Erbe Palustri, vera essenza della cultura di territorio. Ci perdiamo a raccontare un’altra storia. Villanova di Bagnacavallo, dove sorge l’Ecomuseo, era un tempo terra di coltivatori e artigiani di canne, utili a realizzare una straordinaria quantità di oggetti d’uso comune e non: pensiamo solo alla costruzione dei capanni tipici del luogo. Le canne per le case, la paglia per i manufatti come borse, cappelli e altri attrezzi: simboli della vita di una popolazione che resta presente più che mai nelle parole di Maria Rosa Bagnari (ritratta nella foto in alto durante la visita), animatrice indiscussa dell’Ecomuseo. Nelle sale respiriamo chiaramente il profumo della paglia e viviamo la dimensione della memoria: l’attore Ivano Marescotti, nato proprio a Villanova di Bagnacavallo, attraverso un messaggio video, ci ricorda che questa vita palustre è ancora vicina a noi.
E come si fa a sentire la vicinanza della civiltà contadina? All’Ecomuseo lo sanno bene. I volontari dell’associazione sanno che tenere viva la memoria vuol dire anche rievocare i sapori genuini di una volta: per questo è nata la Locanda dell’Allegra Mutanda. Originale punto di ristoro all’interno del Museo, ospita appese al soffitto una collezione di mutande storiche e recenti. La locanda è gestita per opera delle volontarie e dei volontari dell’Associazione, che cucinano i piatti più tipici del territorio coi prodotti locali e con un ingrediente segreto: la passione di chi vuole trasmettere i saperi culinari e i sapori della tavola.
La Locanda ci ospita e ci accoglie, rievocando sapori che parlano di questo territorio, raccontato anche dal vino locale Burson, che ci accompagna.

Dalla campagna una tradizione che diventa produzione
Il nostro percorso continua alla Stamperia Miserocchi, bottega situata a Santo Stefano di Ravenna. Pretesto e origine per ascoltare un altro racconto. Quello del suo gestore Egìdio Miserocchi, artigiano con una grande passione: quella della stampa su tela romagnola. Ve la raccontiamo così come ce l’ha raccontata lui. La tipica stampa su tela romagnola nasce nell’Ottocento nelle comunità rurali delle campagne e si lega alla tradizione della festa: serviva per decorare i buoi utilizzati per i carri nelle sfilate. Queste tele decorative sono presenti ancora oggi sul mercato, prodotte da una limitatissima nicchia produttiva di 9 artigiani. Non mancano le contraffazioni, ovviamente, che ambiscono a imitarle ma che non carpiscono l’anima di questa lavorazione sapiente dalle radici squisitamente autoctone. Per produrre queste tele infatti esiste un segreto: quello di una grande preparazione artistica e artigianale. Per realizzare una stampa su tela, occorre produrre gli stampi in legno da intarsiare con decori tradizionali, uva o altri frutti evocativi della campagna che li ha visti nascere, oppure con fantasie di invenzione creativa dell’artigiano stesso. Il rame è il colore tipico della stampa impressa sulla tela: si ottiene mescolando una base d’aceto all’ossido di ferro, che, reagendo con l’ossigeno dell’aria, trae il colore caratteristico di questa antica lavorazione. Affascinati dal racconto, nella bottega vediamo prendere forma il decoro di una tela nella sua fase di stampa a mano. Le tele possono diventare centrotavola decorativi o tovaglie, ma anche accessori di abbigliamento di pregio, come borse e sciarpe.
Passione come motivazione: motore delle nostre azioni, movente dei nostri traguardi, forza trainante delle idee che continuano vincenti a funzionare. Passione prima di tutto, per essere uniche eccellenze e proseguire il racconto di una storia antica…

Stare insieme e condividere
I momenti passano e se non li catturiamo ci sfuggiranno per sempre. Proprio per questo vogliamo condividere il vissuto di un giorno. Condividere è come ricreare: è come fare per non dimenticare. E quando non si dimentica allora si può vivere, fare esperienza, raccontare.
Trascorriamo insieme allora l’ultimo momento della giornata all’agriturismo Ca’ Ridolfi di Gambellara di Ravenna, realtà ristorativa legata all’Associazione locale Il Lavoro dei Contadini, che raccoglie circa 20 realtà agricole.
La convivialità ci circonda e prosegue durante la deliziosa cena in compagnia degli ospiti Silvio Bartolotti Presidente di Micoperi S.p.A. e Alessandro Curti, di Curti Costruzioni Meccaniche di Castel Bolognese, di Roberto Ossani, già Direttore dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza, di una rappresentanza dell’Aeroclub Baracca di Lugo  il Vice Presidente Oriano Callegati e il comandante Marco Buscaroli. E poi i suggestivi filmati di Micoperi con le bellissime imprese che ogni giorno compie la sua industria, come quella di liberare dal mare dell’Isola del Giglio la Costa Concordia ivi affondata. Grande orgoglio italiano!

Le storie non finiscono, si interrompono soltanto
Noi sappiamo che i racconti possono avere delle pause, ma che non finiscono mai realmente. I racconti sono sempre disponibili per essere ripresi, prolungati, arricchiti, e diventare nuove storie che si intrecciano alle precedenti. Raccontare ha più anime e noi allo stesso modo stiamo solo interrompendo il nostro percorso, ormai giunto alla sua temporanea e provvisoria conclusione.
É una riunione che coinvolge tutti: quella di sabato 26 novembre, presso la Camera di Commercio di Ravenna. Il lavoro in gruppo ci porta insieme ai partecipanti a analizzare il percorso della Scuola del Territorio, all’insegna della scoperta, del ritrovare, del sorprendersi con le aziende esclusive e le eccellenze del Territorio. Stiamo fissando alla memoria delle fotografie, delle diapositive di cosa abbiamo visto, visitato, ascoltato, esperito. Siamo consapevoli che non siamo le stesse persone che sono partite: abbiamo nuova consapevolezza in noi. Questo è il senso del percorso e del viaggio. Tra i luoghi e dentro noi stessi.
Vogliamo comporre, insieme al Fondatore e Vice Presidente di Plef Paolo Ricotti e Sara Cirone, il Brand Mapping del Territorio.
Questi sono supporti fondamentali per l’analisi conclusiva che verrà presentata in forma di relazione il prossimo 13 dicembre alla Camera di Commercio di Ravenna, davanti alle Istituzioni e autorità del Territorio e con la partecipazione delle imprese e persone che a vario titolo hanno partecipato e collaborato a questo progetto.

Saremo ancora insieme uniti da una stessa volontà e consapevolezza. E ci ritroveremo per stare ancora insieme nel nostro territorio. Grazie, grazie a tutti di questa esperienza così autentica, emozionante ed edificante insieme. Ci vediamo il 13 dicembre!

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