LA SOSTENIBILITÀ IN ITALIA: PRESENTATO IL RAPPORTO ASVIS 2019

Il futuro è molto aperto, e dipende da noi, da noi tutti. Dipende da ciò che voi e io e molti altri uomini fanno e faranno, oggi, domani e dopodomani. E quello che noi facciamo e faremo dipende a sua volta dal nostro pensiero e dai nostri desideri, dalle nostre speranze e dai nostri timori. Dipende da come vediamo il mondo e da come valutiamo le possibilità del futuro che sono aperte. (Karl Popper) E noi il futuro lo vediamo così: i 17 goals dell’Agenda 2030 sono il nostro futuro”. Ha concluso con queste parole il suo intervento Enrico Giovannini, portavoce di ASviS durante la cerimonia per la presentazione del rapporto 2019 dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile. Evento che si è tenuto oggi venerdì 4 ottobre presso Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Giunto alla quarta Edizione, il Rapporto dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile è un importante strumento per monitorare lo stato di avanzamento delle politiche pubbliche, nazionali ed europee, le strategie aziendali e i comportamenti dei singoli rispetto ai 17 Goals dell’Agenda 2030 firmata da 193 paesi dell’Onu.

Noi seguiamo gli obiettivi ONU dai tempi dell’agenda 2000-2015
Sara Cirone Group società Benefit ha adottato nel proprio Statuto diversi obiettivi di Beneficio Comune improntati sulla cultura della Sostenibilità. La società si propone di diffondere modelli culturali d’impronta umanistica, insieme a forme giuridiche d’impresa, paradigmi economici e strumenti e metodi manageriali sostenibili, al fine di sostenere l’accrescimento culturale del territorio, la consapevolezza di tutti gli interlocutori e lo sviluppo sostenibile delle comunità e di divulgare strumenti di rendicontazione non finanziaria, finalizzati a valorizzare la visione strategica sostenibile nelle organizzazioni, allo scopo di favorire l’adozione della cultura della sostenibilità come guida per le comunità territoriali.
Oggi hanno partecipato alla trattazione, oltre ad Enrico Giovannini, Pierluigi Stefanini, presidente ASviS, Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati e il ministro dell’Economia e delle finanze Roberto Gualtieri. Ha chiuso la presentazione un intervento video da Bruxelles di Paolo Gentiloni, neo-commissario europeo designato all’economia.

Nuovi modelli di sviluppo sostenibile
Oggi si assiste ad una notevole diffusione delle tematiche sostenibili, anche grazie ai tanti giovani che si stanno mobilitando in tutto il mondo, e questo fa sì che ci si trovi di fronte alla sfida impegnativa di favorire la consapevolezza e l’inclusività su questi temi. Per questo il presidente Stefanini ha ricordato come ASviS possa giocare un ruolo importantissimo per mettere in atto scelte concrete e strategiche per il futuro del nostro Paese. Diventa dunque urgente l’impegno di tutta la società affinché si spinga sempre più per tradurre in scelte l’Agenda 2030 e si mettano in atto tutte quelle azioni e quei modelli manageriali di sviluppo che realizzino e favoriscano la transizione verso la Sostenibilità: alimentare la partecipazione democratica, gestire il cambiamento, programmare e monitorare. È tempo di decisioni concrete con una visione olistica che coinvolga e misuri per plasmare un futuro sostenibile per il nostro pianeta.

Il principio di Sviluppo Sostenibile in Costituzione
Il presidente della camera, Roberto Fico, ha sottolineato l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo che consuma risorse per 1,7 pianeti, il che comporterà, se venisse confermato il trend, un aumento di 2°C entro il 2030, con la conseguenza di gravi danni ambientali che si convertirebbero anche in problemi di aumento della povertà, della fame, delle tensioni sociali e delle migrazioni (entro il 2030 si prevedono 700 milioni di sfollati per questioni climatiche). È dunque di fondamentale importanza prendere atto dell’iniquità dell’attuale modello di sviluppo e prevedere un riassetto dei meccanismi di consumo, di produzione, di distribuzione della ricchezza. Il presidente Fico ha valutato come estremamente positiva la centralità della Sostenibilità nelle politiche europee con l’intenzione della Commissione Europea di attuare un European Green Deal per rendere l’Unione a impatto climatico zero entro il 2050, facendo così dell’Europa il leader mondiale nell’economia circolare e nelle economie pulite e ha evidenziato come sia necessario che il nostro Paese recuperi il gap nei confronti degli altri Paesi membri per poter giocare un ruolo centrale in tutto questo. Grazie al Parlamento l’Italia si è dotata di strumenti procedurali avanzati per attuare l’Agenda 2030: è il primo Paese che ha introdotto gli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile (BES) nella programmazione economica, si è dotata di un piano nazionale per lo sviluppo sostenibile e di una cabina di regia “Benessere Italia” ed è stata istituita una Commissione permanente per l’attuazione degli Obiettivi ONU, ma senza riuscire ad utilizzarne appieno le potenzialità. Questi strumenti vanno adoperati sempre più e sempre meglio per cambiare passo e guardare al futuro. Le linee programmatiche del nuovo governo poi, prevedono l’inserimento in Costituzione del Principio di Sostenibilità e l’avvio di una agenda urbana per lo Sviluppo Sostenibile. Il parlamento dovrà essere guida in un processo di transizione verso l’economia sostenibile. Servono dunque nuovi business model che permettano quei cambiamenti trasformativi della società e della produzione, occorre attivare una nuova cultura che coinvolga tutti i soggetti delle istituzioni e delle imprese e della società civile.

La straordinaria avventura di salvare il mondo
Giovannini ha poi presentato il Rapporto ASviS che ha evidenziato come purtroppo non siamo sul sentiero dello sviluppo sostenibile: i miglioramenti sono troppo lenti, ci sono tensioni economiche, sociali e culturali. Tante persone vanno indietro, non riescono, per paura, ad accettare il cambiamento. C’è quella che Bauman chiamava la “retrotopia”.
Oggi il quadro globale è peggiore che nel 2015; siamo al massimo storico dei conflitti e le persone che soffrono la fame è tornato ad aumentare. Milioni di persone sono già colpite duramente dai cambiamenti climatici, dalla povertà, dalla fame.
La crisi ha creato gravi danni, c’è qualche miglioramento ma siamo fermi ai livelli di qualche anno fa. L’Europa è il luogo più sostenibile al mondo ma nemmeno l’Europa è su un sentiero di sviluppo Sostenibile e ci sono differenze incredibili tra i singoli paesi europei.

Per quanto riguarda l’Italia, nei goal dall’1 all’8 gli andamenti non sono favorevoli o comunque molto lontani dagli obiettivi e dai risultati di altri Paesi. Per il Goal 13 (cambiamento climatico) c’è un avanzamento importante ma senza un’idea precisa sulle prospettive future.
21 dei 169 target hanno scadenza nel 2020. Stiamo facendo dei passi avanti ma non è sufficiente, non siamo al livello degli altri Paesi. Occorre anche che ci sia maggiore educazione allo sviluppo sostenibile, per aumentare la consapevolezza e l’attenzione delle persone verso questi temi. Il sistema economico, invece, ha capito che sul tema della sostenibilità si giocano importanti opportunità di sviluppo: le aziende sostenibili hanno un aumento della produttività del 15% rispetto alle aziende non sostenibili.

Azioni trasformative
È positivo che il governo abbia un nuovo linguaggio e stia mettendo in campo nuove decisioni per la lotta al cambiamento climatico. Occorrono azioni trasformative, fare cose che inneschino cambiamenti profondi. Occorre che venga riscritto il piano integrato energia/clima verso la carbon neutrality. Bisogna mettere in bilancio una serie di interventi, accelerando il passaggio verso il futuro sostenibile. A questo proposito ASviS ha invitato il presidente Conte a realizzare alcune azioni trasformative: inviare un atto di indirizzo a tutti i ministri per la loro azione verso la Sostenibilità, rafforzare il ruolo della cabina di regia, trasformare il CIPE in Comitato per lo sviluppo sostenibile, avviare un dialogo nella conferenza unificata Stato-Regioni, prendere l’impegno che nelle leggi ci sia una relazione di impatto sui target dell’Agenda 2030. Al governo si è chiesto l’inserimento nella Costituzione del principio di Sviluppo Sostenibile, attivare i ministeri, rivedere il piano strategico di Sviluppo Sostenibile, fare una legge annuale sullo sviluppo sostenibile, ricostituire il comitato interministeriale per lo sviluppo urbano, un consiglio di alto livello per le politiche di genere, un’azione di informazione a tutti i cittadini, rivedere i contenuti del d.lgs 254/2016 che limita a 220 le imprese obbligate a rendicontare dal punto di vista economico, sociale, ambientaleI 17 obiettivi, dunque, sono un modo per aggredire il sistema integrato economico-sociale-ambientale sotto tutti i punti di vista.

I 17 goals sono il nostro futuro
Cosa fare? Occorre pensare all’emergenza ambientale e climatica, uscire dagli investimenti in energie fossili, rivedere il piano energia/clima, rivedere il sistema fiscale in chiave ecologica, prevedere sistemi di protezione per povertà e diseguaglianze perché la fiscalità non colpisca i più deboli, servono leggi per la parità di trattamento delle donne nel mondo del lavoro, un patto per l’occupazione giovanile, educazione e salute sono temi centrali. Occorrono politiche che guardino il futuro per la formazione per gli adulti, su siamo molto indietro rispetto agli altri Paesi, per il sistema fiscale e la legge per il consumo del suolo e il recupero dei rifiuti in mare. Serve un’agenda urbana per lo sviluppo sostenibile e puntare sulla finanza green. Occorre anche partecipare rapidamente ai tavoli previsti per la cooperazione internazionale. I 17 goals sono il nostro futuro.

Green Bonds per un futuro sostenibile
Il ministro dell’economia Gualtieri ha ripreso la presentazione di Enrico Giovannini, sottolineando come anche i pochi progressi fatti siano comunque insufficienti per far dire che siamo su un sentiero di sviluppo sostenibile. Serve un cambio di passo e il governo vuole attuarlo attraverso un dialogo con la società e ponendo in essere investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale. Per questo ha annunciato l’impegno per l’emissione da parte dello Stato di Green Bond per sostenere interventi di Sostenibilità e ha anticipato che nella manovra ci saranno aspetti che riguarderanno la fiscalità in base al principio di progressività e di sostenibilità ambientale.

European Green Deal
Il tema del ruolo dell’Europa è stato evidenziato anche dall’intervento video da Bruxelles di Paolo Gentiloni, che ha rimarcato come il Green Deal sia il punto centrale dell’attività della Commissione europea. L’obiettivo generale è quello di fare dell’Europa il primo continente a neutralità ecologica, con numerosi interventi e investimenti. Ci sarà l’attuazione del piano di investimenti “Europa Sostenibile”. Sarà una grande opportunità anche per lo sviluppo economico e i green jobs. Gentiloni ha poi spiegato che ci sarà l’integrazione dei goals nella procedura di verifica di bilancio dei diversi paesi. Gli sdgs saranno parametri fondamentali per le politiche di bilancio dei Paesi europei per i prossimi anni per avere una crescita sostenibile sociale e ambientale. Sarà poi rivisto anche il sistema della tassazione sull’energia così da influenzare i comportamenti di tutti i cittadini per incentivare quelli ecologici e rendere meno favorevoli i quelli dannosi per la sostenibilità ambientale. 

Serve dunque un’evoluzione responsabile di imprese e territori che ci proietti verso un futuro possibile della nostra civiltà.

SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETÀ BENEFIT

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