Le città: luoghi della civiltà e della sostenibilità


 Il 3 aprile ha avuto luogo a Bologna l’incontro dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, con tema
Città, infrastrutture, capitale sociale con la presenza di Pierluigi Stefanini, Presidente ASviS, e Enrico Giovannini, Portavoce ASviS. Tutti i partecipanti rappresentanti delle Associazioni aderenti all’Alleanza erano allineati nel sostegno e nella condivisione degli obiettivi dell’agenda 2030 e alcuni di loro hanno relazionato sugli obiettivi dell’agenda 2030.

La città

La civiltà è una costruzione culturale di significati che aggregano gli uomini e li uniscono nella condivisione. La città ha da sempre rappresentato il luogo fisico e simbolico in cui la civiltà ha avuto la possibilità di crescita accogliendo questa condivisione: attraverso lo scambio, la comunicazione, il confronto. L’Europa storicamente si è costellata intensamente di città: a partire dall’Antichità, lo sviluppo culturale ha contribuito e insieme è stato il risultato della fondazione delle aree urbane. Centri dove l’umanità pulsa in tutte le sue espressioni e produce civiltà attraverso innovazione, connettività, creatività. Le stesse che segnano l’identità europea.

La politica europea

Il nostro continente mostra questa peculiare struttura e natura insieme, essendo uno dei maggiormente urbanizzati al mondo. Se la città caratterizza strettamente il volto dell’Europa, oggi però il suo sviluppo urbano sostenibile è in pericolo: questo per effetto di cambiamenti e crisi a livello demografico, economico, umano. Proprio in considerazione di questo scenario, la Commissione Europea ha previsto una politica ordinaria di coesione che si sviluppi in coordinamento e seguendo nazionalmente il principio di sussidiarietà: obiettivo dell’agenda urbana 2014-2020 è quello di trasformare le attuali minacce in nuove opportunità.

A completamento degli indirizzi politici sollecitati, sono inclusi interventi verso occupazione, povertà, abitazioni, suolo, verde, economia circolare, energia, mobilità, aria, istruzione, ossia verso tutte le realtà connesse e orbitanti intorno alla città, seguendo una visione tipicamente umanistica.

L’Italia e la non-sostenibilità

In particolare, il nostro Paese mostra una condizione carente dal punto di vista della sostenibilità, soprattutto per la mancanza di una visione sistemica, di legislazioni e strategie univoche. Occorre l’avvio di un programma nazionale di educazione allo sviluppo sostenibile (attraverso una rete di università, iniziative nelle scuole, sostenibilità turistica) che consegua risultati in ambito di povertà e disuguaglianze, economia circolare, innovazione e lavoro, città, infrastrutture e capitale sociale: nello specifico, difendendo il suolo da un consumo eccessivo e prevenendo il rischio di disastri climatici. A questo proposito, Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna, ha indicato la qualità dei territori e l’importanza dello sviluppo territoriale come temi di lavoro insieme ai settori dell’industria manifatturiera, cultura e turismo: la grande sfida resta l’integrazione tra queste variabili, tra pubblico e privato, portando attenzione alla partecipazione attiva dei cittadini.

Città e sostenibilità

L’attenzione alla dimensione urbana è completamente in accordo con il modello sostenibile di economia: nella valorizzazione della dimensione micro (che racchiude una complessità più semplice) l’evoluzione procede alla dimensione macro (dotata di una complessità maggiore). La città rappresenta allora la dimensione più piccola in cui la società può ancora ritrovare e riconoscersi in un aggregato di comunità: qui sono possibili armonia, coesione, valori e cultura condivisa e consapevolezza. Gli orientamenti di governance programmati, inoltre, sono in continuità con il goal 11 dell’agenda ONU 2030 a promozione di uno sviluppo sostenibile: potranno rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili.

La nostra partecipazione

Noi abbiamo deciso di partecipare attivamente e sostenere la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale europeo e italiano. Perché le città sono il centro simbolico che racchiude il significato e la consapevolezza del territorio e delle sue persone: la dimensione urbana è quella in cui la civiltà si esprime pienamente attraverso un’identità condivisa e comunicabile. Parlare di sostenibilità implica considerare in modo primario la città: la difesa del territorio e della sua cultura inaugura un modello economico sostenibile.

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