RIGENERARE LA NOSTRA TERRA

Celebrare l’ambiente e la salvaguardia del pianeta. È questo l’obiettivo della Giornata mondiale della Terra, che si celebra oggi, 22 aprile, e coinvolge un miliardo di persone attorno ai temi della sostenibilità.
Quella di quest’anno è la cinquantunesima edizione e il tema di fondo è “Restore our Earth”.

Posterità
Perché prestare attenzione alle Terra? Perché riflettere sui danni dovuti all’impennata dei cambiamenti climatici?
Perché senza benessere ambientale non ci può essere posterità.
Il futuro della nostra avventura umana è inscindibilmente legato all’ambiente in cui viviamo. Se distruggiamo i nostri sistemi naturali, pensando di poter basare il nostro sviluppo economico sullo sfruttamento continuo, quantitativo e materiale delle risorse, è chiaro che non ci potrà essere benessere a lungo termine.

Il capitale naturale
Gli ecosistemi del nostro straordinario pianeta rappresentano la base essenziale del benessere delle comunità, quel capitale naturale che dovrebbe costituire il fondamento dei nostri modelli di sviluppo, ma che invece viene spesso depredato e irrimediabilmente depauperato dai rifiuti prodotti dalle nostre attività.
Secondo la definizione data dal Comitato per il Capitale Naturale istituito presso il Ministero dell’ambiente italiano, per Capitale Naturale si intende “l’intero stock di asset naturali – organismi viventi, aria, acqua, suolo e risorse geologiche – che contribuiscono a fornire beni e servizi di valore, diretto e indiretto, per l’uomo e che sono necessari per la sopravvivenza dell’ambiente stesso da cui sono generati”.
Si comprende molto bene, dunque, come per lo sviluppo economico e sociale delle comunità, queste risorse naturali siano basilari.

Il valore della natura
Per questo, oggi, attribuire un valore economico a questo tipo di capitale diviene fondante per qualunque organizzazione o istituzione desideri agire secondo criteri di sostenibilità. Solo dando un misurabile valore reale alla natura, potremmo vivere in armonia con essa e ottenere un vero progresso duraturo. Un’economia migliore deve necessariamente passare da una maggior integrazione armoniosa tra le attività dell’uomo e l’ambiente in cui esso opera. Viceversa, aumenteranno degrado ambientale e disastri climatici, con i conseguenti danni alle opere umane e il relativo aggravarsi di una diffusa povertà di massa.

Overshoot Day sempre più vicino
È sotto gli occhi di tutti l’attenzione che anche le istituzioni nazionali ed europee stanno riservando al tema dell’ambiente con il Green New Deal e la nuova strategia per la biodiversità 2030. Il fatto che nel 2020 l’Overshoot Day, ovvero il girono in cui l’umanità ha esaurito le risorse naturali messe a disposizione dalla natura, si sia verificato il 22 agosto, ci mostra come la sostenibilità sia necessariamente la strada da percorrere, non più solo una tra le opzioni. Mai come ora l’ambiente e le risorse assumono rilevanza strategica ed è altissimo il livello di consapevolezza delle persone su questi temi.

Ecologia integrale
La casa comune è minacciata da una serie di emergenze locali o globali. Come ha più volte sottolineato papa Francesco, noi siamo amministratori pro-tempore della natura. Spesso non ci rendiamo conto di come gli ecosistemi si stiano degradando rapidamente e diminuisca la loro resilienza e la loro capacità di fornire beneficio all’essere umano. Questo peggioramento porta a costi ingenti. E ciò rende evidente come l’ecosistema dia un grande contributo economico alla crescita. Nessuna attività economica sarebbe possibile con il deterioramento del capitale naturale.
Per questo è necessario quantificare il valore degli asset naturali e l’impatto sulla biodiversità in un linguaggio comune.

Interventi concreti verso le green economy
È per questo che il mondo politico e finanziario sta mettendo in campo una serie di incentivi volti a favorire questa transizione green come, per esempio, contributi per le imprese private che investono in quelle che sono definite “zone economico ambientali” di recente istituzione o le forme di incentivazione previste dal Recovery Fund per supportare le imprese che valorizzano nei report non finanziari il contributo alla tutela del capitale naturale, o ancora, nel mondo finanziario, la certificazione ambientale per investimenti green, che consiste in un sistema di valutazione dell’impatto ambientale del progetto sottoposto al sistema creditizio. Se l’impatto è positivo, le banche concederanno il credito con tassi agevolati.

Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050
In questo contesto si innesta anche la direttiva europea uscita ieri frutto di un accordo tra Il Consiglio e il Parlamento europeo per introdurre l’obiettivo della neutralità climatica dell’UE per il 2050 e un obiettivo collettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra (emissioni al netto degli assorbimenti) pari ad almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.Tra gli altri elementi dell’accordo provvisorio figura l’istituzione di un comitato scientifico consultivo europeo sui cambiamenti climatici costituito da 15 esperti scientifici ad alto livello di cittadinanza diversa, con un massimo di due per Stato membro, per un mandato di quattro anni. L’accordo provvisorio fissa inoltre un obiettivo indicativo in base al quale l’UE dovrà adoperarsi per raggiungere emissioni negative dopo il 2050.

Questi sono solo alcuni esempi che ci fanno comprendere come, oggi, sia sempre più ampia la consapevolezza che dal primario benessere dell’ambiente dipenda la sopravvivenza e il benessere delle comunità.
Senza Terra, non c’è futuro. Rigeneriamo insieme la nostra Terra!

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