Sostenibilità come arte di agire eticamente

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Un assunto goethiano spiega che l’arte si manifesta come una sorta di sguardo indagatore della natura, cioè l’arte è rappresentazione e non mera imitazione. Alla radice di queste considerazioni preliminari risiede un primo disegno concettuale che delinea l’arte come esercizio di riflessione sulla natura, il quale ben si presta ad accostare la visione estetica di Goethe alla condotta etica della sostenibilità. Quest’ultima infatti, tra i suoi molteplici valori, custodisce in nuce uno spirito di responsabilità nei confronti dell’ecosistema inteso nel senso più generale, uno “sguardo critico” dunque che invita a riflettere l’uomo il quale è tenuto a conoscere ciò che esprime. Conoscere significa agire e l’azione è un concetto centrale nel pensiero sostenibile. La sostenibilità diffonde uno spirito d’azione rivolto al benessere del pianeta. Per questo motivo l’arte e la sostenibilità devono essere considerati fenomeni universali e non parziali: questi termini devono infatti sfuggire a logiche di controllo e di parcellizzazione della loro vis rappresentativa. Non esistono né arte e tantomeno sostenibilità se vengono, in qualche maniera, manipolate, settorializzate e sono alla mercé di certi poteri intellettuali. Arte e sostenibilità sono contraddistinte da un carattere diffusivo, esse sono pratiche di pensiero per certi versi “sacre”, potenze redentrici capaci di orientare l’individuo verso una condotta orientata al valore della bellezza e della responsabilità nei confronti del Pianeta.

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