Un percorso restituito. La Scuola del Territorio: il senso di un’esperienza

img_3949Il senso e l’esperienza

Il senso delle esperienze risiede nel compierle e compierle significa accettare di potere esserne cambiati, in un verso o nell’altro, ma cambiati, profondamente anche. Accogliere questo è il primo passo per potere realmente compiere un’esperienza: ogni evento che ci accade è di per sé trasformativo, lo sappiamo.

Anche vivere il nostro territorio, conoscerlo come abbiamo fatto, con l’entusiasmo e l’energia, con la curiosità e la capacità di prendere contatto in modo diverso e non scontato con una realtà che conosciamo, prendere nota di tutto quello che vedevamo, non porci limiti tranne quelli che potessero essere superati: tutto questo è stato necessario per poter intraprendere appieno questo percorso, e farlo tutti insieme. Abbiamo chiamato questa consapevolezza e questo cammino allo stesso tempo la nostra Scuola del Territorio.

E ora che siamo giunti a compimento di questa esperienza vogliamo ripercorrerla nelle sue motivazioni profonde e portare così alla luce e alla visibilità un modello che ci sembra quello da cui cominciare a rendere un’impostazione tutta nostra a questa conoscenza del territorio. Per far sì che sia costruttivo e che possa essere un modello per il domani. Un domani condiviso, dove ci siamo tutti noi.

In visita a 13 imprese

Parlare di territorio nel nostro caso significa parlare della Romagna Occidentale e del Ravennate: una porzione circoscritta con esattezza, a cui abbiamo dato un perimetro, che è quello che compete alle nostre esperienze.

Per prima cosa, è importante vedere: perché vedere è apprendere.

Abbiamo fatto visita a 13 aziende: aziende che sono grandi, medie e piccole, amministrazioni pubbliche, associazioni, un ecomuseo, che hanno tutte in comune l’appartenenza a questo specifico territorio.

Dalla visita è stato possibile apprendere: conoscere e dare forma alla propria conoscenza. Crediamo che queste aziende siano legate alle forze esclusive di questo territorio: con una loro personalità distinta che apporta una ricchezza unica.

Visita vuol dire innanzitutto incontro: e infatti ogni visita è stata guidata dall’incontro con il massimo rappresentante dell’azienda o dell’associazione incontrata che ha provveduto a presentare la sua organizzazione. L’incontro con le persone è stato seguito dalla visita vera e propria al luogo: per comprendere le dimensioni dell’attività e la natura dei processi produttivi. La Scuola del Territorio Plef ha insistito sulla concretezza di ciò che si è osservato: senza tralasciare l’illustrazione geologica del territorio che ci ha evidenziato le sue odierne caratteristiche come risultato di processi ben più antichi.

Ci è stato chiaro come le realtà siano attraversate da storie e racconti, speranze e motivazioni profonde: ci è stato evidente che oggi è il risultato di un passato sia storico, che economico, che geologico, che ha portato il presente a essere ciò che è realmente, con i limiti e le opportunità che in esso oggi leggiamo.

Le forze esclusive del territorio. Trovarle insieme

Gli strumenti sono come gli ingredienti per le ricette: non si può prescindere da essi. Dotarsi di buoni strumenti è come avere buoni ingredienti: il risultato non può che trarne ogni maggiore beneficio. Così, anche per noi, adottare buoni strumenti ha favorito il nostro lavoro. Un lavoro attento e di analisi, che doveva fare attenzione ai dettagli per costruire nuove certezze.

Un lavoro di gruppo, la Mappa di segmentazione del Territorio, durante il primo giorno della Scuola del Territorio, ci ha fatto pervenire a tre argomenti specifici che sono le forze riconosciute al territorio, estratte e selezionate a partire dal patrimonio territoriale che era stato dapprima individuato dai partecipanti.

Sono la meccanica, i beni storici e culturali, la ceramica e la romagnolità. La meccanica spazia dalle tecnologie dei motori a quelle del packaging, dall’automazione dei settori automobilistici e spaziali alla meccanica per la trasformazione agricola. I beni culturali trovano qui premesse storico-artistiche addirittura millenarie, da quando Ravenna era capitale dell’Impero Romano-Bizantino, sino ad arrivare allo sviluppo e nascita di arti e mestieri tra i più raffinati. Il distretto ceramico, forte e originale e riconosciuto in tutto il mondo per la tecnica e la storia, ben rappresenta anche dal MIC, il Museo internazionale delle Ceramiche. La Romagnolità è uno stile di vita che non ha eguali in Italia, è gioia di vivere, amore per la socialità, musica, ballo e cucina di qualità.

Questi quattro argomenti sono i temi che fanno grande questa sinfonia che è il nostro territorio. Sono i temi che in esso ritroviamo e che fanno del territorio ciò che esso è più profondamente, a differenza di tutti gli altri.

Capire un’impresa. Il posizionamento strategico sostenibile

In ogni gioco strategico, la mossa successiva si basa su quella precedente e in particolare cerca di realizzare un disegno che si compone secondo un senso che è solo quello perché solo quello ha senso. Questo è vero anche per noi. Come abbiamo fatto, allora?

Visitare un’azienda è il primo passo che si conclude con l’analisi delle forze emerse a caratterizzare le imprese stesse. Chiarire la natura, i contenuti e le interrelazioni è stato possibile a partire dalla realizzazione dello schema del posizionamento strategico sostenibile: ci ha restituito l’immagine chiara di un’identità, ossia ha attribuito a ogni impresa la sua peculiare personalità, la sua differenziazione strategica, la sua relazione culturale e storica con le forze del territorio. Questo occorre per riconoscere la direzione strategica a lungo termine su cui impostare in modo coerente le attività dell’impresa stessa e ogni azione che verrà intrapresa in futuro.

Il posizionamento strategico sostenibile è il vero strumento che ci consente di individuare le reali motivazioni per cui un cliente si rivolga a una determinata azienda: riguardo alle 13 aziende che abbiamo visitato, ci ha riportato che tutte erano espressioni di eccellenza legata a una forza esclusiva del territorio e che questa consapevolezza si traduce quotidianamente in processi operativi concreti a livello produttivo.

Col senno di poi: aggiornare e riposizionare con il brand mapping

A conclusione della Scuola del Territorio, la nuova consapevolezza acquisita non poteva che sfociare in una riconsiderazione della mappa di segmentazione delle forze del territorio che in fase iniziale avevamo promosso come guida delle nostre esperienze sul campo operativo, e nella riflessione su un brand mapping.

In questo senso, il riferimento è stato dato dai semi-assi portanti del territorio di società e ambiente, posizionati sull’asse orizzontale, e innovazione e tradizione, come semi-assi portanti sull’asse verticale.

In base a questo orientamento di assi cartesiani, è stato possibile attribuire a ciascuna azienda una posizione in questo spazio che altro non era un modo per leggere il territorio.

Le aziende maggiormente orientate verso l’innovazione si collocano nella porzione superiore del grafico, mentre le aziende con maggiore vocazione alla tradizione occupano lo spazio sottostante. Egualmente, le aziende che si rivolgono in maggior parte alla società si inquadrano dalla parte sinistra dei quadranti, viceversa le aziende imperniate sull’ambiente versano nella parte destra del quadro analitico.

Questa mappa ci fornisce informazioni imprescindibili: come rispondere alle attese del mercato di appartenenza, come orientare il comportamento aziendale per contrasto rispetto alla concorrenza e ai competitori, quali linee di azione chiave strategiche intraprendere.

Rispondere alle attese: i partecipanti e la loro valutazione alla Scuola del Territorio

Il nostro intento è stato quello formativo, dotando i partecipanti non solo di strumenti coerenti con l’acquisizione di nuove conoscenze ma soprattutto con l’intenzione di fornire consapevolezza nelle persone che si sarebbero trovate e condividere questa importante esperienza.

Ci è piaciuto sapere e constatare che le nostre aspettative hanno trovato riscontro nelle valutazioni formulate dai nostri partecipanti. Questo ci dice di aver compiuto un percorso che ha avuto effetto e ricadute e che continuerà ad averne negli effetti secondari che ogni partecipante saprà comunicare una volta che questa esperienza si sarà depositata nella sua esperienza più complessa e complessiva di persona.

Perché le buone pratiche sono contagiose: passano da una persona all’altra e si propagano, allo stesso modo delle informazioni e delle notizie, delle storie e dei racconti, che chiedono soltanto ogni volta di essere raccontati e ascoltati, ancora.

Essere per il nostro territorio

Che cosa è il territorio se non una variabile non indifferente che afferisce alla competitività complessiva del sistema? Il territorio può contribuire a dare forza a questo percorso di crescita complesso e condiviso, riuscendo a esprimere quello che esso stesso reca in sé come risorsa e come opportunità. Nei decenni più recenti, il nostro territorio ha recuperato la sua grande attività legata alla sua storia, alla sua cultura, al turismo e alla produzione in loco: il tutto unito al valore conferito dalle imprese sostenibili. Ciò che risulta ora più importante è il mettere insieme, il porre in relazione, il costruire una rete di soggetti presenti e operanti sul territorio. Tutto questo ci porta a essere responsabili e consapevoli della possibilità che deriva concretamente da questa prospettiva: la nostra regione che sta dedicandosi a questo progetto da anni.

Volontà comune è accorpare e rendere coerente e organica la conoscenza relativa al mondo dell’impresa e proprio partendo dalla creazione delle competenze specifiche del territorio e delle sue persone creare lavoro e riuscire, attraverso il lavoro, a creare imprese che siano altamente competitive.

Questo è cosa spetta a noi. Ma cosa spetta allora alle nuove generazioni? A loro spetta di capire il territorio in cui si trovano a vivere e l’importanza di appartenervi e di esservi nati: perché il territorio è soprattutto fonte di possibilità che abbiamo tutti i giorni. Il territorio ci offre tutto quello che ha come risorsa e come opportunità, realizzata e da realizzare con il contributo di tutti perché il territorio possa continuare a essere come è ora.

Il contesto di riferimento per le tematiche di ricerca, di formazione, di responsabilità sociale, dei programmi delle imprese, delle persone è il territorio: di tutti e per tutti, con la capacità che ha di commutare la competenza in fattore di competitività. Comprendere e agire a questo fine è ciò che possiamo chiamare valorizzazione territoriale.

Resta di continuare a fare nella direzione di lavorare in e per rete e mettere insieme diversi target di soggetti per essere insieme sul territorio, per creare quel valore aggiunto che è un totale potenziale territoriale di cui essere in ogni momento consapevoli. Riconoscimento e riconoscenza sono dunque parole chiave del nostro essere cittadini attivi nel nostro ambiente di espressione.

Restituire. Comunicare. Essere

Ogni volta che si fa qualcosa qualcuno ci guarda e vuole sapere da noi una verità, una certezza, una consapevolezza in più che solo noi possiamo dare e che gli altri si aspettano da noi. Questo è naturale e spetta a noi rassicurare tutti gli attori sociali che abbiamo fatto il possibile per essere coerenti con le nostre attese, prima di tutto, quelle che hanno configurato e guidato il nostro modo di agire.

Per quanto riguarda questa esperienza, quello che possiamo certamente dire è che i nostri partecipanti, le istituzioni che ci hanno promosso e hanno creduto in questo progetto, ma non solo, le aziende stesse che ci hanno concesso di fare la loro conoscenza: tutti ci hanno guardato e hanno osservato il nostro modo di procedere.

Vogliamo credere che ognuno di questi attori sociali possa concordare sull’impatto positivo di questa ricca esperienza formativa, che può proporsi come un modello pronto per essere esportato e con nuove e positive ricadute.

Per ora, possiamo solo ricordare e sottolineare nuovamente la forza del nostro territorio, storica, ambientale, sociale, e non solo: ma vale il caso di parlare di forze, esclusive, distintive, peculiari che fondano l’identità di questo territorio in un senso forte, propositivo e positivo verso il domani. Un domani che è nostro, di tutti, della civiltà.

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