Un ponte fra di noi. Parole O_stili 2018

Responsabilità, cooperazione e condivisione sono i concetti su cui l’evento del 7 giugno a Trieste Parole O_stili ha insistito. Parole O­_stili quest’anno affronta come tema fondamentale le parole in quanto ponti fra le persone, tema ripreso e contenuto nel 5° punto del Manifesto della Comunicazione non ostile. Proprio questo è il punto di partenza per le nuove riflessioni che continuano e al tempo stesso si aggiungono a quelle della precedente edizione.

Le parole sono ponti
Parole_O stili ha richiesto alla sua community (professionisti della comunicazione d’impresa e della comunicazione politica, insegnanti, imprenditori, influencerblogger) di selezionare la parola che usano più spesso come ponte verso gli altri, ossia per raggiungere la loro comprensione e la vicinanza.

In risposta, queste sono le parole che sono state indicate: “Grazie”, “Sorriso”, “Spiegazione”, “E tu?”, “Cura”, “Espressione”, “Empatia”, “Ascolto”, “Risonanza”, “Rispetto”, “Riflessività”, “Ricerca”, “Coraggio”, “Curiosità”, “Apertura”, “Empatia”, “Raccordo anulare”, “Mediazione”, “Parola”, “Musica”.

Tutte queste parole esprimono l’essenza della comunicazione che è un ponte relazionale che può unire le persone e creare comunità: al contempo, però, la comunicazione può fallire questo obiettivo e rivelarsi strumentale alla separazione, chiusura, esclusione, prepotenza. La natura stessa della comunicazione contiene questa ambivalenza costitutiva, che coinvolge le parole con le quali la comunicazione si esprime: veicolo di chiarezza oppure di fraintendimento e ambiguità. Talvolta, persino di odio e discriminazione. Le parole non sono buone né cattive: sono piuttosto le nostre intenzioni a renderle connotate a seconda del modo in cui le associamo. Occorre educare la nostra volontà alla buona comunicazione.

Parole e responsabilità
L’uso e l’associazione delle parole che costituisce il modo di impostare la comunicazione implica la nostra volontà è quindi la nostra responsabilità. Siamo liberi di scegliere come e cosa comunicare e quindi siamo responsabili di questo. Esiste un nesso fondamentale, lo sappiamo, che lega il concetto di libertà a quello di responsabilità. Va da sé che ogni giorno, nell’uso dei social media, scegliamo la comunicazione che vogliamo tenere e di conseguenza esercitiamo la nostra responsabilità. La sfera virtuale non assolve la nostra responsabilità, ma – al contrario – se vogliamo la enfatizza poiché la vetrina e gli effetti della nostra comunicazione non svaniscono ma sono diffusi maggiormente e in modo capillare.

L’educazione alla parola parte dalle aziende
Oggi non sono più la scuola e la famiglia a svolgere primariamente il compito educativo. Sono le aziende, piuttosto, che sono deputate a questa fondamentale funzione, perché la persona che lavora è prima di tutto persona, fuori e dentro l’azienda. La civiltà e l’educazione alla civiltà cominciano nelle aziende. Ecco perché è stato redatto un manifesto di Parole O_stili per le aziende, che sono oggi le prime comunità di persone. Questo manifesto sarà programmaticamente insegnato alle persone in azienda. Questo appare oggi più che mai essenziale: oggi infatti l’azienda segna un’appartenenza che si esprime già nel comportamento sui social delle persone che ne fanno parte.

La comunicazione buona porta civiltà
Esiste una dimensione etica connaturata nella comunicazione e nell’uso delle parole per l’uomo. Oggi cambiano i contesti della comunicazione, si arricchiscono, diventano virtuali e condivisi, sui social. Quello che non cambia è invece la responsabilità che si esprime nelle pratiche comunicative e nella possibilità di costruire la civiltà proprio a partire da qui. La comunicazione occorre che sia un ponte, capace di unire e non di dividere, di creare comunità e non violenza o discriminazione. La consapevolezza che Parole O_stili porta a ognuno di noi è un valido contributo alla edificazione della civiltà. Noi abbiamo sostenuto e appoggiato questa iniziativa di valore alla sua partenza l’anno scorso e tutti i giorni lavoriamo in questa direzione con tutta la comunità: imprese, territori e società civile.

SARA CIRONE GROUP SRL SOCIETA’ BENEFIT

Nessun commento

Invia commento