Una fabbrica di vita

024Il 15 luglio abbiamo inaugurato una sala svago in azienda. Il termine “svago” indica etimologicamente un momento interdetto dall’attività lavorativa, svago è il luogo del divertimento, dell’allontanamento dalle occupazioni consuete a scopo di ricreazione. Per cui in un contesto aziendale il concetto di “svago” indica un momento di “ribellione” al lavoro ed è proprio con questo spirito di sovversione alla norma che in azienda si possono creare degli spazi autogestiti i quali non hanno a che fare propriamente con l’operosità ma in un qualche modo influiscono in modo positivo su di essa. Con il fine di migliorare la qualità del lavoro in azienda, o meglio della “vita” in azienda è nato, all’interno della area produttiva, uno spazio ricreativo, che tenendo fede al nostro spirito sovversivo che  abbiamo chiamato appunto “Sala Svago”. Nulla di che, potrebbe obiettare il lettore più attento e preparato in materia, in realtà le sale ricreative nelle aziende più virtuose sono, non dico una consuetudine, ma una buona occasione per fare “responsabilità sociale d’impresa”.
032L’innovazione che il nostro progetto possiede è l’assoluta centralità delle persone che si sono resi volontariamente disponibili e hanno contribuito attivamente alla costruzione di questo spazio fin dalla progettazione degli ambienti. Il tutto, a partire dalla struttura che è stata composta mediante l’utilizzo di pallet già presenti in stabilimento, è stato realizzato impiegando materiali di recupero: i pannelli decorativi alle pareti provengono dall’opera dei bambini dei centri ricreativi estivi del territorio faentino e dalle gigantografie di stand di fiere passate, così come le poltroncine della zona televisione provengono da allestimenti fieristici passati. Un punto d’appoggio della sala è stato costruito, interamente dai lavoratori, mediante l’utilizzo dei pezzi di produzione storici e significativi dell’azienda.
La sala svago sarà un punto di ritrovo costante nelle pause dei lavoratori che potranno sfidarsi a calcio balilla, a ping-pong o con le freccette oppure gustarsi un film seduti comodamente nell’angolo tv.
 076Non solo visioni di pellicole cinematografiche nella zona svago, l’iniziativa “Fabbrica Aperta” è stata infatti l’occasione soprattutto per condividere un’esperienza e essere da esempio per le altre imprese e la comunità che nulla è impossibile in un’impresa. Marco Cortesi e Mara Moschini sono stati i protagonisti dello spettacolo teatrale La Scelta: storie di eroismo, coraggio e  umanità rappresentate attraverso le testimonianze di persone che hanno saputo, con la propria forza e in contesti di conflitto, 087trasformare i momenti più negativi in storie esemplari di umanità e positività.
Un momento davvero eccezionale che indica la prima rappresentazione in un contesto industriale di uno spettacolo teatrale d’impegno sociale.
Perché è importante proporre alle persone che sono intervenute all’iniziativa il Teatro Civile di Marco Cortesi? L’azienda deve essere non solo il luogo del lavoro ma anche dell’ “edificazione”, il posto in cui le persone possano fare esperienze formative anche non connesse con l’attività dell’azienda, “edificazione” proprio nel senso fabbricare, di aggiungere qualcosa all’esistenza, di contribuire al miglioramento personale.
 Un’organizzazione diventa in questo modo il luogo dell’incontro evolutivo. Contribuire alla vita delle persone nel mondo del lavoro non solo con remunerazioni materiali ma anche con altre straordinarie possibilità. Si è sempre in bilico fra l’ordinario e lo straordinario, nel lavoro come nella vita.
In fondo baIMG_1012sta poco per rendere straordinaria una cosa ordinaria, spesso si tratta solo di una questione di scelte, proprio come è accaduto nelle storie che sono state interpretate dagli attori dello spettacolo. Una costellazione di piccole scelte che hanno reso straordinario anche il più naturale e fondamentale diritto di un essere umano: vivere. Con piccoli gesti, con piccole scelte, possiamo contribuire a rendere straordinaria la vita di ognuno di noi, ma possiamo anche rendere straordinaria l’esperienza professionale delle persone, in fondo basta poco, basta essere un ordinario ribelle..
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