Cultura da mangiare

Domenica 3 settembre 2017. Si apre ufficialmente con la presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Castel Bolognese, Giovanni Morini e di Sara Cirone imprenditrice del nostro territorio, la seconda edizione del Festival della Creatività al Molino Scodellino, ideato e organizzato dall’Associazione degli Amici del Molino con la sua Presidente Rosanna Pasi.
Una giornata dove molte e varie sono le attività organizzate per adulti e bambini: le interviste per la produzione di un video, il gelato artigianale di Paolo, la lettura creativa di Alfonso Cuccurullo, la danza delle bolle giganti di Bakkibolle, l’uso dei colori di Raffaella Di Vaio, il teatro, la musica, i burattini con l’associazione Scherzi di Fate di Grazia La Naia, la visita Al mulino di Ettore Badiali. Inoltre, si svolge anche l’attività di comunicazione facilitata con Rita Calculli e Caterina Minardi, rivolta principalmente a bambini con difficoltà cognitive e disturbi del linguaggio.
Sono altrettanto diverse e multidisciplinari le professionalità creative coinvolte: farmacista, archeologa, insegnante, dipendente nel settore pubblico e/o privato, pensionato/a con percorsi lavorativi vari, imprenditore/imprenditrice, con presenza prevalente femminile.

La cultura intangibile che produce beni tangibili
La cultura è un bene intangibile per l’uomo, un bene immateriale. Ma ciò che è straordinario è che la cultura può produrre un bene tangibile per l’uomo: infatti, l’uomo può toccarla tutti i giorni, può mangiarla proprio come una pesca. Perché la cultura è tutto ciò che l’uomo fa ogni giorno: la scelta del suo cibo, del territorio, dei suoi sapori, della qualità della sua vita; la scelta delle informazioni che cerca, di come vuole vivere. La cultura è un ambito spazioso: dalla letteratura, alla scoperta scientifica, all’arte, all’architettura. Anche tutto ciò che esiste di materiale ci rimanda a una cultura: per sopravvivere a noi stessi, al mondo, essa consiste nei nostri gesti e nei nostri atti.
La cultura è una parte dell’uomo che gli appartiene in modo indissolubile. Risiede nel compiere le sue scelte e nel concetto stesso di persona. La civiltà è cultura. L’uomo vive di cultura anche in una società come la nostra, che è liquida. La cultura è quello di cui si occupa la nuova imprenditoria. La cultura è la nuova impresa del futuro nella nuova economia. Questo è il nuovo Rinascimento.

Perché la creatività
Quando l’uomo fa cultura crea: ecco perché parliamo di creatività. Ha senso soprattutto parlarne al Molino Scodellino, oggi spazio condiviso e testimonianza storica della capacità dell’uomo di creare con le proprie mani: dall’opera manuale a quella artigianale, dal coltivare piante e giardini al cibo. La creatività può essere interpretata come una caratteristica positiva emergente da un binomio unico e straordinario: la cultura e il territorio.
Insieme, cultura e territorio sono l’origine per la nascita della creatività, espressione che si concretizza in attività che la produzione industriale ha superato e posto in secondo piano.
La creatività quindi ha la capacità di attingere dal nostro passato e di restituirci esperienze da vivere al presente: non solo, ma è capace di valorizzare le competenze delle persone e delle comunità locali e di dare una scena dove esse possano essere visibili e conoscibili.
La creatività, per concludere, è un ambito olistico che raccoglie tutte le espressioni dell’ingegno.

Comunità
L’uomo vive il suo territorio e si unisce alla propria comunità: creando cultura. Il prodotto tangibile che deriva dall’azione e dalla consapevolezza dell’uomo. La cultura ugualmente può favorire l’armonia della comunità e il benessere del territorio: in quanto risorsa intangibile può fare questo. Ecco perché oggi è importante fare del Molino Scodellino uno spazio condiviso dalla comunità di cittadini unita dalla consapevolezza della necessità di fare cultura con la propria creatività: di dare il proprio prezioso e insostituibile contributo alla civiltà.

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