Il rapporto Asvis 2017: per raggiungere gli obbiettivi è necessario un cambiamento radicale dell’attuale modello di sviluppo

Il rapporto ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) 2017 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” è stato presentato dal portavoce Enrico GiovanniniGiovedì 28 settembre 2017. Il rapporto ASviS 2017 è stato presentato al Parlamento.

La sostenibilità è una visione strategica

L’attuale crisi economica e le sfide crescenti della società complessa rendono necessaria l’adozione di paradigmi innovativi per l’evoluzione del pianeta e del nostro Paese. La scelta della prospettiva sostenibile può essere l’opportunità strategica per correggere le devianze strutturali evidenti della nostra economia. Un’economia finora attenta solo alla dimensione finanziaria che si arricchirà di una profonda sensibilità sociale, inclusiva e ambientale.

Il rapporto ASviS
ASviS riunisce una sinergia collaborativa di istituzioni che condividono tutte la prospettiva di evoluzione per il pianeta e tutta l’umanità.
Il rapporto ASviS permette di rendere pubblica una fotografia istantanea dell’avanzamento nei passi verso gli obbiettivi dell’agenda ONU nel nostro Paese. A tal proposito, vengono utilizzati gli indicatori compositi dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile calcolati dall’ASviS.

Gli indicatori del rapporto ASviS sono diversi dal PIL e dagli indicatori economici ufficiali. Infatti, questi oggi non sono più esaustivi per spiegare una situazione economica che non sia finalizzata soltanto a una produzione crescente di ricchezza, ma alla creazione di un benessere condiviso e inclusivo.

L’Italia e lo sviluppo sostenibile 

Lo stato dell’arte della sostenibiltà nel nostro Paese mostra che sono diversi i passi compiuti negli ultimi anni. Tuttavia, questi non sono ancora sufficienti per riconoscere all’Italia una raggiunta condizione di sviluppo sostenibile (con riferimento all’Agenda 2030).

In particolare, il nostro Paese non sarà in grado di pervenire ai Target fissati al 2020 come neppure quelli del 2030: diventa allora fondamentale auspicare un cambiamento radicale del modello di sviluppo corrente. Il nuovo modello sostenibile, infatti, è convinto che a fronte dell’aumento del PIL che certifica il ritorno della crescita economica, non corrisponda una crescita del benessere condiviso. Lo vediamo da fenomeni come povertà, disuguaglianze e degrado ambientale che, nel modello economico attuale, sono lontani dalla drastica riduzione prevista dall’Agenda 2030.

In aumento la sensibilità verso lo sviluppo sostenibile 

Nell’ambito della prospettiva sostenibile, abbiamo tenuto in riferimento costante l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che fissa i Goals da raggiungere per una prospettiva di benessere generalizzato. In questo senso, nonostante abbiamo evidenziato come l’Italia non si conformi ai paramentri espressi in questo documento fondamentale, possiamo tuttavia riscontrare come l’attenzione verso l’Agenda 2030 sia cresciuta nell’ultimo anno. Questo attesta una sempre più viva sensibilità manifestata verso questi temi e i modi per realizzarli concretamente

Verso un futuro di benessere possibile?

La condizione italiana si distacca dallo scenario complessivo europeo mostrando forti disuguaglianze territoriali, socio-economiche e di genere. Tutto questo contrasta fortemente con il Goal “nessuno resti indietro” dell’Agenda ONU 2030.

Molto lavoro è ancora necessario per produrre un cambiamento culturale nelle classi dirigenti e nell’opinione pubblica. Occorre un cambiamento culturale che promuova una visione “sistemica” dello sviluppo per la realizzazione di benessere e qualità della vita.

Questo può concretamente realizzare un percorso di sviluppo sostenibile possibile nel nostro Paese.

Un percorso che comincia oggi dal contributo di ognuno di noi per progredire nel cammino della civiltà.

Qui il rapport ASviS 2017.

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