Per un benessere diffuso

Per un benessere diffuso   di Sara Cirone.

Venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 10 si è tenuto il Convegno d’autunno presso la sede Emilbanca di Argelato. 

I temi al centro delle argomentazioni sono stati i significati del denaro nella storia dell’uomo fino all’epoca attuale, dominata dai processi tecnocratici e finanziari. Ciò che occorre è andare verso un benessere diffuso e le scoperte di Albert Einstein, all’inizio del ventesimo secolo, hanno posto le basi matematiche, scientifiche e filosofiche per questa evoluzione. Lo scienziato ha approfondito e rivelato le relazioni tra le dimensioni del tempo e dello spazio, le proprietà della luce e delle forze gravitazionali. Il tutto ha generato una nuova era per la fisica e nuovi strumenti per comprendere gli equilibri che regolano l’universo, verso cui l’uomo deve tendere per giungere al benessere diffuso. 

Enzo Spaltro ci ha comunicato alcuni punti fondamentali per raggiungere questa condizione.

Occorrono comunità e connessioni. Enzo Spaltro ci parla delle antiche società gilaniche vissute in Europa tra il 7000 e il 3500 a.C. Società organizzate in comunità pacifiche dove le persone avevano uguale valore e dove era assente il principio di gerarchia. Società che erano autenticamente democratiche con un benessere diffuso. Con la rivoluzione agricola, la civiltà cominciò la guerra per il possesso della terra. Oggi avviene il passaggio alla società delle connessioni. Occorre ricreare comunità con le nuove opportunità delle connessioni.

Occorre la fine del denaro. ll denaro è un traghettatore per arrivare al benessere diffuso. E poi dal benessere al bellessere. Nel futuro, secondo Enzo Spaltro, esisteranno monete di cittadinanza con un valore in base al lavoro che occorre ossia al tempo. Il futuro non avrà più denaro. Il lavoro aumenterà la sua importanza, ma forse non si chiamerà più lavoro.

Infatti occorre un nuovo linguaggio per esplorare il futuro: il linguaggio del futuro. Se cambiamo linguaggio, cambiamo la realtà. Anche Einstein per coniare nuovi concetti si è servito di un nuovo linguaggio.

Occorre il contagio positivo: il contagio del sorriso. Il contagio della musica.

Occorre il perdono che genera il futuro. E che permette di andare oltre.

Occorre cambiare stile. Occorre invertire i termini. Prima il piacere, poi il dovere.

Occorre riconoscere che l’apprendere sia un mistero e non una semplice trasmissione di nozioni da imparare in vista di un sapere operazionale e esecutivo.

Il denaro come sottomissione

Greta Panini ci ha parlato del denaro come moltiplicatore di benessere in un suo excursus storico. Il denaro che sostituisce la pratica del baratto. Un denaro che ha cominciato nel tempo a creare dinamiche di dominio e di sottomissione dell’uomo al potere. Un potere che oggi diventa del tutto economico. Perché oggi la sovranità del denaro spetta alle banche private che possono crearlo elettronicamente senza limitazione.

L’uomo al servizio dell’economia

Roberta Lasi ci parla del capitalismo che oggi diventa finanziario. Ci parla della nostra economia che non è più al servizio dell’uomo, ma che domina l’uomo e lo asservisce alle sue dinamiche finanziarie slegate dal mondo della vita. Un’economia finanziaria che non genera benessere diffuso, ma crea altro capitale che va a nutrire circuiti finanziari. La moneta diventa virtuale, irreale, anonima, non tracciata. Possiamo scegliere banche legate al territorio, alle comunità, alle persone. Banche che creano denaro a beneficio del territorio. Banche che creano il benessere dell’autenticità.  

L’intangibile e il report integrato per le imprese

Noi abbiamo parlato come sia importante il report integrato proprio per sfuggire a questa sottomissione monotematica economica e finanziaria. Il report integrato che prevede per le imprese una rendicontazione non finanziaria. Una rendicontazione che tenga conto dell’intangibile e dell’immateriale. Una rendicontazione economica ma che abbia come soggetti le persone, il loro mondo, che solo l’intangibile può cogliere e misurare. Un report che renda trasparente che cosa fanno realmente le imprese per creare valore per la comunità.

L’economia al servizio dell’uomo e non l’uomo al servizio dell’economia
Questo ci sembra l’ingrediente essenziale che riassuma tutta la ricetta per il benessere diffuso.
Nell’evoluzione sociale l’uomo si è inciampato. L’uomo aveva inventato l’economia per servire all’uomo, ma l’economia si è svincolata da questa subordinazione e ha sottomesso l’uomo. L’uomo si è concepito in funzione dell’economia. Un’economia che oggi segue dinamiche proprie.
 

Occorre re-invertire i concetti. Occorre un ordine inverso. Occorre tutto questo per arrivare a una condizione di benessere diffuso per la civiltà. 

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