Riportare la vita in azienda

Brisighella-romantica

Il Festival Cultura Impresa che si è svolto a Faenza la scorsa settimana è stata oltre che un’occasione di confronto fra il mondo dell’impresa e quello della cultura anche un modo di confrontarsi con alcune virtuose realtà e personalità legate al settore dell’impresa culturale. Ascoltando gli interessanti spunti di coloro che assieme a me sono intervenuti al workshop tenutosi dall’ISIA (Istituto Superiore Industrie Artistiche): Raffaella Giro (Ufficio Imprese BCC ravennate e imolese), Nicola Facciotto (Kalatà impresa sociale), Roberto Ossani (Direttore ISIA), Cristina Gorzanelli (co-designer Eco Museo Milano Sud) e Serena Mizzan (Immaginario Scientifico) non ho potuto fare a meno di notare come la creazione di “valore aggiunto” fosse il filo conduttore che univa tutte le presentazioni. Il fenomeno al quale ho assistito é stato peculiare in quanto i rappresentanti delle imprese attive su prodotti o servizi parlavano di cultura e sostenibilità, mentre invece coloro che erano venuti per raccontare l’esperienza di una organizzazione dedita a realizzare attività e progetti culturali, presentavano e rendicontavano dati e indicatori prevalentemente di tipo economico. Quello che può risultare in prima battuta paradossale è al contrario, secondo il mio punto di vista, la dimostrazione empirica che il piano immateriale sta prendendo il sopravvento sul prodotto e sul servizio. Il Valore è qualcosa di estremamente immateriale e ha bisogno di essere “materializzato” per essere compreso. Le imprese fanno dei Valori il principio emotivo con il quale coinvolgere i propri interlocutori. Questo piano immateriale a mio avviso trova un riscontro pragmatico quando è usato per creare “energia positiva”, coesione e coinvolgimento proprio a partire dal territorio in cui un’azienda opera, come ben hanno messo in luce tutte le testimonianze imprenditoriali di quel giorno: il rapporto con l’ambiente e con la comunità alla quale un’impresa appartiene è la chiave del vantaggio competitivo di ogni organizzazione. L’impresa non è un atomo isolato che produce senza occuparsi del contesto, ma al contrario deve essere sensibile e attento a costruire la propria identità riconoscendo al proprio territorio il ruolo cruciale. Quando diverse realtà aziendali, proprio come accade negli incontri come questo, saranno in grado di sedere allo stesso tavolo per costruire insieme benessere e positività, allora e, aggiungerei, solo allora avremo creato “Vero Valore” per la società e con esso saremo riusciti ad abbattere un solipsismo imprenditoriale del tutto arroccato in una sterile autorappresentazione-celebrativa e avremmo finalmente riportato la “vita” in azienda.

2 Commenti
  • Raffaella Giro

    31 ottobre 2015 at 9:35 Rispondi

    Rimettere al centro la persona, le sue infinite potenzialita’ ed il desiderio di compimento in ogni aspetto della vita e’ la vera sfida di chi fa azienda oggi. E solo questa conseguente “positivita’” potra’ consentire una vera e duratura ripresa del territorio. Grazie ad imprenditori capaci ed “illuminati” come Sara Cirone.

  • Andrea Succi

    1 novembre 2015 at 11:27 Rispondi

    Impresa e territorio e’ al centro del progetto ” Sistema Faience”, scaturito durante la nostra operazione di Incoming turistico e di marketing territoriale con il primo gruppo di ceramisti dalla Russia! Le tue parole sono “lucide” e puntuali!

Invia commento