Una “Fabbrica Aperta” alla comunità

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“Sostenibilità” rappresenta per me l’identificarsi e il relazionarsi con il proprio territorio senza più arroccarsi nei propri luoghi di lavoro, ma creare invece una partecipazione diffusa fra l’impresa e la comunità di riferimento. Sostenibilità, termine che difficilmente trova un unico significato, è la possibilità di creare benessere non solo “interno” ma anche “esterno”, di spingere l’azienda fuori dal proprio contesto strutturale, perché essa deve agire responsabilmente nei confronti del proprio ambiente e delle persone in senso generale. L’azienda non è più meramente un’istituzione economica, non è più solamente un contesto dove si produce capitale, ma è prima di tutto uno spazio animato da persone che mettono a servizio dell’azienda le proprie competenze, le proprie capacità, le proprie passioni. La produzione di beni immateriali è un qualcosa che si rivolge primariamente alle risorse interne di un’azienda: il bene-essere, la buona salute di un’azienda dipende dal benessere percepito dalle persone che in essa lavorano, ma l’obiettivo, e secondo me non troppo utopico, anche in un contesto di una media impresa come la nostra, è di assottigliare sempre di più i confini fra azienda e comunità esterna, fra lavoro e vita quotidiana. Fare in modo che le persone non percepiscano l’azienda solo come una fucina di produzione di prodotti e capitale, ma come un luogo socialmente attivo, un luogo “sociabile”: questo cambiamento è attuabile a partire dal concreto coinvolgimento delle risorse interne. Per questo in Stafer dedichiamo particolare attenzione ad iniziative e progetti mirati ad instaurare coesione sociale, a creare un clima familiare. Una delle attività più significative per riassumere quanto intenda per coinvolgimento delle risorse interne e della comunità esterna è senza dubbio quella che abbiamo chiamato “Fabbrica Aperta”. Con questa definizione intendiamo una giornata dedicata alla presentazione dell’azienda, del suo esercizio produttivo, ma anche ad illustrare ai visitatori le attività che svolgiamo per rendere concreto e operativo lo spirito sostenibile che anima il nostro lavoro. Questa “responsabilità” nei confronti del territorio ci spinge prima di tutto a rivolgerci verso i bambini che rappresentano quel futuro verso cui la sostenibilità fa leva per sensibilizzare le prossime generazioni al rispetto e alla tutela dell’ecosistema. Nell’ultima giornata di “Fabbrica Aperta”, svoltasi il 29 giugno scorso, abbiamo potuto così ammirare i pannelli decorati dai bambini dei CRE (Centri Ricreativi Estivi) del territorio che hanno arricchito il nostro orto aziendale con vivaci disegni ispirati ai frutti della natura. L’orto stesso è stato al centro dell’interesse dei visitatori e ha testimoniato che in un’azienda non si producono solamente oggetti o servizi, ma si produce soprattutto “cultura”… una cultura a servizio della comunità.

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2 Commenti
  • Emanuele

    29 luglio 2015 at 12:02 Rispondi

    Che idea lungimirante. C’è bisogno questa concezione si possa diffondere e creare un nuovo humus all’economia. Sono entusiasta

  • Marziano

    14 settembre 2015 at 13:13 Rispondi

    La comunità è un concetto fondamentale oggi, insieme al locale e al radicato nel territorio. Le vere ricchezze di un’economia sostenibile e a misura d’uomo

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